mercoledì 26 giugno 2013

In Abruzzo un Seminario sul Belcanto unico in Europa

Dal 23 al 29 giugno si svolgerà una Masterclass sul Belcanto Italiano unica in Europa con il Controtenore Angelo Galeano,  il Soprano Astrea Amaduzzi e il Direttore d'Orchestra Mattia Peli
 
Per la prima volta A Pineto, splendida cittadina sulla riviera abruzzese, un appuntamento imperdibile per Cantanti provenienti da tutto il mondo. 

 


 
Verranno messe a confronto due grandi epoche, quella della Musica Barocca e quella del glorioso periodo Belcantistico che ha coronato l'Italia dalla fine del 1700 ai primi anni del 1900.
 
La Masterclass "Il Belcanto Italiano dal Barocco al Verismo" sarà un momento di crescita tecnica per tutti gli allievi che intendano compiere un percorso di alto perfezionamento tecnico - vocale proprio attraverso il confronto di due "mondi musicali" che sono un prezioso patrimonio della Cultura Artistica Italiana.
 
Il Concerto finale degli Allievi del Seminario dedicato al Belcanto si terrà il 28 giugno a Pineto in Villa Filiani alle ore 21,00 con ingresso libero al termine del quale verrà servito un Buffet.
 
I migliori allievi del Corso verranno selezionati per debutti nel Teatro dell'Opera e saranno attribuite borse di studio e di soggiorno a quanti volessero re-iscriversi ai prossimi Corsi organizzati da "Belcanto Italiano".
 
Informazioni ulteriori su www.arteconvivio.it

domenica 16 giugno 2013

Tutti i Vincitori del Concorso Belcanto Italiano 2013

Da Pineto ad Atri, a Roma e poi a Varsavia, i Cantanti che hanno superato le selezioni preliminari del prestigioso Concorso Mondiale "Belcanto Italiano" sono stati seguiti dai Docenti - Giurati in ogni fase della preparazione dei Concerti di Musica Sacra Oratoriale di Alessandro Scarlatti  e nell'allestimento dell'Opera "L'isola disabitata" di Haydn, dando a questa manifestazione un carattere misto tra Masterclass, Concorso e Festival.
Il Concorso Mondiale "Belcanto italiano 2013", promosso da Arteconvivio Italia, si è svolto dal 13 maggio al 5 giugno, producendo 9 eventi musicali tra Gala operistici, Oratorio e Opera.



Quest'anno, sebbene il primo premio non sia stato assegnato, sono stati conferiti 2 premi ex-aequo, al Mezzosoprano Jelena Saveljeva (Lettonia) e alla Pianista Priscila Bomfim (Portogallo). Il terzo premio è andato al Tenore Mickael Santoro (Francia), mentre il Basso Ilyas Artagalyev (Kazakistan) è stato premiato con una borsa di studio come miglior promessa del Belcanto Italiano. Accanto a loro come ospite d'onore il Soprano Lali Mishvelia (Georgia), vincitrice della scorsa edizione del Concorso. A breve sarà possibile ascoltare i Finalisti sul canale Youtube dedicato al Concorso:


"E' stata un'esperienza davvero interessante ed è veramente meritevole da parte dell'Organizzazione del Concorso di aver prodotto addirittura un'Opera, che è tra l'altro stata riscoperta come un gioiello dimenticato troppo a lungo" - così si è espresso Mirco Michelon che ha creato la Regia dell'Opera dal Teatro Comunale di Atri al Teatro dell'Opera Kameralna di Varsavia.

Con la supervisione del celebre Basso Roberto Scandiuzzi, la collaborazione di Tadeusz Deszkiewicz, giurato e Presidente della Società Concertistica "Moniuszko" di Varsavia e l'orecchio attento del Compositore Massimo Moretti, la direzione musicale è stata affidata al Maestro Mattia Peli, Direttore d'Orchestra e Pianista, attento studioso del repertorio belcantistico italiano.

Tutti gli allievi Cantanti che hanno partecipato al Concorso ospitati presso il “Centro Agathé per l’Arte e la Scienza” a Pineto, hanno potuto perfezionarsi con il Soprano Astrea Amaduzzi, docente internazionale della tecnica vocale e dello stile del Belcanto Italiano, che ha curato ogni voce mettendone in luce anche le migliori potenzialità artistiche e saranno promossi a livello internazionale da tutti i canali di diffusione seguiti dal Concorso e da Arteconvivio Italia, Organizzazione per la promozione delle Arti.

Ulteriori informazioni sul sito ufficiale del Concorso www.belcantoitaliano.com



sabato 11 maggio 2013

2° Concorso Mondiale "Belcanto Italiano" 2013, da Pineto-Atri a Roma e Varsavia



Pineto diventa la Capitale Mondiale del Belcanto Italiano. Parte infatti nella ridente cittadina abruzzese della riviera adriatica, lunedì 13 maggio, il 2° Concorso Mondiale "Belcanto Italiano". I musicisti partecipanti arrivano da Kazahkistan, Lettonia, Georgia, Portogallo e Italia.



Questa seconda edizione sarà "itinerante": si svolgerà infatti tra Pineto, Atri, Roma e Varsavia e tutti i concorrenti, preselezionati online, debutteranno nell'Opera settecentesca in due atti di F.J.Haydn "L'Isola disabitata" (1779) su libretto di Pietro Metastasio e nella Musica sacra di Alessandro Scarlatti, con gli Oratori barocchi "Agar et Ismaele esiliati" (1683) e "San Filippo Neri" (1705).

Tra i luoghi che ospiteranno questa ampia manifestazione sul vero Belcanto Italiano, spiccano Villa Filiani a Pineto (sede delle prove del Concorso), il Teatro Comunale e l'Auditorium Sant'Agostino di Atri, la Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma e per la Polonia il Teatro dell'Opera Kameralna e la Chiesa di Santa Croce di Varsavia, dove è custodito il cuore di Chopin.

 La giuria vede nomi di spicco quali i celebri Cantanti d'Opera Roberto Scandiuzzi, Basso, Francesco Anile, Tenore,  Astrea Amaduzzi, Soprano e docente internazionale di tecnica vocale, il Direttore d'orchestra e Pianista concertista Mattia Peli,  il Regista Mirco Michelon e il Direttore della Compagnia Teatrale "Esperiente" di Varsavia Alberto Macchi, il Compositore Massimo Moretti, l'Organista Lorenzo Fragassi, il Presidente della Società "Moniuszko" di Varsavia Tadeusz Deszkiewicz, e la presidente del Centro Agathé per l'Arte e la Scienza di Roma Anna dell'Agata.




Il Concorso aprirà le porte al pubblico con nove eventi musicali serali: due Concerti dedicati alle Arie d'Opera Italiana, il 17 e 19 maggio, ore 21, alla Villa Filiani di Pineto; tre rappresentazioni teatrali dell'Opera "L'Isola disabitata" di Haydn, il 24 maggio, ore 21, al Teatro Comunale di Atri, il 26 maggio, ore 21, al Teatro polifunzionale di Pineto, il 5 giugno, ore 19, al Teatro "Warszawska Opera Kameralna" di Varsavia; quattro Concerti di Musica Sacra oratoriale di Scarlatti, il 27 maggio, ore 21, all'Auditorium Sant'Agostino di Atri, il 29 maggio, ore 21, alla Chiesa Sant'Agnese di Pineto; il 31 maggio, ore 20,30, alla Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma; il 2 Giugno, ore 20, alla Chiesa di Santa Croce a Varsavia.





Informazioni ulteriori e calendario di tutte le attività didattiche e concertistiche del Concorso sono disponibili sul sito: www.belcantoitaliano.com  - Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero.








domenica 21 aprile 2013

I Gorgheggi e Solfeggi di Rossini nell'edizione del 1827

Cari Belcantisti,
oggi "Belcanto Italiano Itinerant Academy" offre i celeberrimi "Gorgheggi e Solfeggi" di Gioacchino Rossini nell'Edizione a Stampa del 1827.

Riportiamo il frontespizio integralmente:


Gioacchino Rossini

Gorgheggi e Solfeggi
Vocalises et Solfèges
pour rendre la voix agile
Pour apprendre à Chanter selon le goût moderne

PAR ROSSINI
adaptés à l'Académie de Musique dirigée par

J. H. MEES

Propagateur de la Mèthode du Méloplastel,
et de celle de Choron, dans le Royaume des Pays Bas.

Prix 2 fr. 50

Bruxelles, Phil. Lippens, 1827



E di seguito la premessa agli Esercizi:  

Ces EXERCICES, sont très nécessaires pour rendre la voix agile. Il faut les
exécuter chaque matin, La première fois lentement et Piano,
La deuxième fois vite et Piano,
La troisième fois, très vite et très fort.

<<Questi esercizi sono necessarissimi per rendere la voce agile. Bisogna eseguirli
ogni mattina: La prima volta lentamente e Piano,
la seconda volta presto e Piano,
La terza volta prestissimo e fortissimo>>
(Trad. italiana secondo l'Edizione Ricordi)


Forse quest'indicazione dovrebbe far riflettere moltissimi studenti e Cantanti che affermano che la mattina non si possa cantare...

 Si nota subito che Rossini fa cominciare il cantante con vocalizzi a note lunghe tenute con la "messa di voce" per il controllo del fiato e ottenere un bel suono vocale, e poi, per passare alle agilità, fa iniziare saggiamente il cantante con gradi congiunti e piccoli salti, assolutamente all'opposto dei classici vocalizzi di base che si sentono fare attualmente nei Conservatori e persino fuori prima dei concerti. Questi vocalizzi rossiniani sono davvero un ottimo modello per tornare al nostro Bel Canto!

Un saluto cordiale a tutti i Belcantisti o aspiranti Belcantisti
Astrea Amaduzzi - www.belcantoitaliano.com

martedì 29 gennaio 2013

Il trattato di Canto di Manuel Garcia

Ringraziamo vivamente Santiago Induini, nostro amico di Buenos Aires, per aver condiviso sul nostro gruppo Facebook  dedicato al Belcanto Italiano , un Trattato che da qualche tempo stavamo cercando in formato PDF: il celeberrimo Trattato di Canto di Manuel Garcia (figlio).

Quella dei Garcia è una vera e propria "dinastia" di musicisti. Manuel Garcia (senior) infatti è stato tenore, compositore, impresario teatrale, maestro di canto e padre oltre che del celeberrimo figlio divenuto "leggendario" per il suo trattato, anche di Maria Malibran e di Pauline Viardot.

Garcia (junior) è stato una pietra miliare nella ricerca scientifica sulla fonazione umana: Inventore tra l'altro del laringoscopio, (ma la cosa non è sicurissima, si pensa infatti che l'idea non sia stata sua ma di Benjamin Guy Babington, medico londinese coevo del Garcia).


Manuel Garcia al laringoscopio

Esercitò la professione di baritono per soli 4 anni e non essendo molto dotato, si dedicò alla didattica dell'arte del Canto con risultati avvolti tutt'ora di un alone leggendario .




"Egli (...) codificò e sistematizzò i precetti e i princìpi appresi dal padre che coincidevano con quelli derivanti dalla tradizione settecentesca dell'arte del canto e che erano particolarmente adatti a rendere gli allievi capaci di affrontare il repertorio belcantista che su tale tradizione era germogliato: Gioachino Rossini quindi, ma, di seguito, Giacomo Meyerbeer, Giovanni Pacini, Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti." (Wikypedia)

Grazie ancora dunque sia a chi ha segnalato il file che alla Biblioteca Digital Hispanica, vera miniera di testi meravigliosi, ma dal momento che la ricerca di questo testo risulta davvero macchinosa sul sito spagnolo, preferiamo metterlo a disposizione nella nostra Biblioteca Digitale dedicata al Belcanto Italiano; trovate questi due file sul sito dedicato al Concorso Mondiale "Belcanto Italiano", nella sezione dedicata ai PDF utili all'argomento:


Trattato completo dell'arte del canto di Emanuele Garcia figlio ; tradotto dal francese ... da Alberto Mazzucato professore di bel canto nel conservatorio suddetto  
Pubblicazione Milano : Giovanni Ricordi, [1842]






scheda biografica sul traduttore qui:


Un cordiale saluto a tutti e buona lettura!

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Come si fanno gli acuti?
Qual è la migliore respirazione per il canto lirico?
Che cos'è la "voce in maschera"?
Come si fanno le agilità vocali?
Che cos'è il "suono raccolto"?
Che cosa sono e come si fanno i "passaggi di registro"?

Vieni a scoprire questo e molto altro ancora a Ravenna!
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giovedì 17 gennaio 2013

Festeggiamo la musica di Giuseppe Verdi con 46 cartoline scelte

Per festeggiare la musica di Giuseppe Verdi che ha accompagnato generazioni dal 1813 al 2013, un regalo iconografico arriva direttamente da Arteconvivio Italia, Associazione per la promozione degli Artisti, e Belcanto Italiano Competition 2013, Concorso Mondiale di Canto per il quale già sono aperte le iscrizioni ( www.belcantoitaliano.com ).

Quest'anno si celebrano i 200 anni dalla nascita del geniale compositore italiano.



Il fascicolo che vi offriamo si compone di una prima serie di cartoline che illustrano ritratti e luoghi verdiani, ed una seconda che mostra in successione tutte le sue Opere con didascalie sulle date delle prime esecuzioni.

Il fascicolo, in formato PDF, pesa oltre 20 MB
(si è preferito lasciare un'ottima risoluzione delle immagini) e si scarica 



Un cordiale saluto a tutti!

sabato 3 novembre 2012

Cos’è il Belcanto? - Di Angelo Fernando Galeano

Presentiamo oggi le considerazioni di un eccellente Controtenore, attento e raffinato esperto di Tecnica Vocale, vivace studioso della Storia della Musica e bravo scrittore; l'autore del testo che segue è il Controtenore Angelo Galeano che oggi festeggiamo come carissimo amico Belcantista.

Buona lettura a tutti!




Cos’è il Belcanto? - Di Angelo Fernando Galeano

Oggi su canali televisivi poco informati si parla di Belcanto per indicare il canto operistico tout-court, i musicologi tendono invece a identificare il Belcanto come un periodo netto di produzione operistica più o meno riconducibile a quello a cavallo fra la fine del Settecento e l’inizio del secolo successivo, per dare dei riferimenti, un po’ vaghi a dire il vero, da Mozart al Verdi della cosiddetta Trilogia Popolare, abbracciando l’intera produzione di Rossini, Bellini, Donizetti, per citare i più noti, e tutti i loro coevi.

Ma cos’è realmente Belcanto? Il Belcanto è uno stile vocale, un insieme di pratiche tecniche e stilistiche tramandate per generazioni e pressoché defunte nella seconda metà dell’Ottocento. Si può dire in soldoni che il Belcanto sia un modo di cantare.

Analizzando la parola si ricava che al momento della nascita di questo stile, o meglio della sua codificazione scritta in importanti trattati, fosse diffusa anche un’abitudine vocale meno raffinata, da qui l’esigenza di definire questo stile vocale “bello”, da cui Bel Canto, indi Belcanto.

Ma come nasce lo stile vocale poi denominato Belcanto?

L’epoca Barocca ha estremizzato e portato al massimo splendore il canto, e piena realizzazione dell’estetica dell’epoca si è compiuta spingendo verso l’estremo la vocalità, pretendendo sempre nuovi effetti e un’estensione e una perizia tecnica sempre più ampie forzando così la mano alla Natura e dando origine al fenomeno della castrazione, talmente di successo da essere esportato dal campo della musica sacra a quello della musica profana e del Teatro d’Opera, dove deflagrerà senza controllo.

 Un’espansione vocale di simile portata ha creato i presupposti per una tecnica di canto molto più “atletica” di quella operistica originaria, al tempo della Camerata dei Bardi e di Monteverdi per intenderci, che era sicuramente piu giocata sulla naturalezza della voce quasi come fosse un parlato intonato, il recitar cantando appunto. I grandi Castrati del Settecento affinarono questa tecnica con esercizi di respirazione, studio del legato, delle agilità, raggiungimento di estensioni per l’epoca prodigiose, e piegando tutti questi fattori al raggiungimento di una peculiarità della vocalità Settecentesca che sarà l’omogeneità timbrica in tutta l’estensione, e la completa astrazione della voce cantata dalla voce parlata.

Nel Belcanto non esiste l’idea di verosimile, la vocalita e il timbro non devono assolutamente essere in linea con il carattere e anche il sesso del personaggio, il grande eroe o l’innamorato come Giulio Cesare, Arsace, Tancredi, Romeo, sono interpretati da castrati soprano o contralto, o da donne quando la pratica della castrazione non sembrerà più cosa opportuna, e l’unione perfetta delle anime e delle voci si ottiene mediante il canto all’unisono finale, o il melodioso canto per terza o per sesta, e giammai in finto unisono in ottava come soprano e tenore nell’opera tardo ottocentesca e poi verista, fino a Puccini che di tale sonorità ha fatto caratteristica peculiare dei propri duetti d’amore.

 Vietato l’uso del cosiddetto “registro di petto”, se non per l’effettone teatrale, vietato l’uso del realismo nella voce, se un personaggio piange il suo dolore canta il suo pianto ma non piange, se urla di dolore canta il suo urlare ma non urla, se scaglia fulmini di odio e rancore canta il suo odio e rancore con note adeguatamente composte ma non urla mai il suo furore, lo canta.

 Questa pratica vocale, definitivamente e in modo assai incompleto codificata solo in epoca ormai tarda nel 1840 da M. Garcia nel suo Traité complet de l’art du chant dopo decenni di tradizione orale e passaggio di consegne da allievo a maestro, morirà con l’avvento del realismo nel teatro musicale, la corrente artistica del Romanticismo spazzerà via questo stile in favore di uno più teatrale dove non sarà più “prima la musica e poi le parole”, per dirla con Salieri, ma prima il teatro, il personaggio, la recitazione, e si darà il la definitivo all’avvento della vocalità verista, vera tomba dell’arte del Belcanto, dove l’estetica vocale sarà esattamente l’opposto, ampia pratica del canto “di petto” per rendere la voce sempre più simile a quella parlata, ampio spazio a urla, gemiti, e ogni effetto che possa muovere a commozione il pubblico, in uno spettacolo in cui ormai la musica è un pretesto per mettere in scena un testo drammatico e non più il testo drammatico un pretesto per mettere in scena della musica meravigliosamente scritta e cantata.

Altro effetto della morte della tecnica del Belcanto è il progressivo inspessimento delle voci, la riduzione drastica e pressoché inevitabile dell’estensione, e la perdita di precisione nel canto di agilità, tutte conseguenze ascrivibili alla mancanza di perizia tecnico-atletica della nuova scuola di canto, alla sostituzione della respirazione diaframmatico costale con quella addominale, alla perdita delle conoscenze in termini di cavità di risonanza e di uso dei registri vocali.

 Potrei dire della causa principale della scomparsa della tecnica belcantista con parole mie ma preferisco affidarmi a quelle di un mio mito, Gioacchino Rossini, che nel 1860 sostenne con uno scettico e supponente Richard Wagner una conversazione sul tema, riferita parola per parola da Edmond Michotte, fautore dell’incontro fra il grande Maestro a riposo e il compositore tedesco a Parigi nel tentativo di far rappresentare il suo Tannhäuser.

 Rossini nel mezzo della conversazione parlando della sua carriera in Italia (finita nel 1823 con Semiramide) sostiene che le condizioni dei teatri in Italia all’epoca lasciavano abbastanza a desiderare ed erano in piena decadenza, così come l’arte del canto era in declino.

 Wagner: “A cosa attribuisce un fenomeno tanto inatteso in un paese dove le belle voci abbondano?”

Rossini: “Alla scomparsa dei castrati!. Non si può immaginare come siano affascinanti la voce e il consumato virtuosismo di cui sono dotati, in mancanza di altro e per generosa compensazione, questi bravi fra i bravi. Erano anche maestri incomparabili. In genere veniva affidato loro l’insegnamento del canto nelle cappelle musicali collegate alle chiese e da esse mantenute. Alcune di queste cappelle erano celebri. Erano vere accademie di canto. Gli allievi vi accorrevano numerosi e molti di essi abbandonavano spesso la cantoria per intraprendere la carriera teatrale. In seguito al nuovo regime politico instaurato in Italia dai miei irrequieti compatrioti, le cappelle musicali furono sostituite da qualche conservatorio dove, in materia di buone tradizioni del bel canto non si conserva un bel niente ( si noti il gioco di parole ).

Quanto ai castrati, scomparvero e si perse l’abitudine di crearne di nuovi. È questa la ragione della decadenza inarrestabile dell’arte del canto.”

  E non posso che essere pienamente concorde con lui.


Questo articolo, tratto dal sito del Controtenore Angelo Fernando Galeano che ringraziamo vivamente, verrà anche pubblicato sul  Blog dedicato al Belcantismo



 

lunedì 22 ottobre 2012

Mathilde Marchesi e la belcantistica Messa di Voce



Ad aprire la seconda parte del suo "Méthode de chant théorique et pratique", Op.31, pubblicato nel 1887, Mathilde Marchesi pone proprio come primo esercizio/vocalizzo, con accompagnamento pianistico, quello sulle "messe di voce".

Il fatto ci fa comprendere come ancora a fine Ottocento, nel tardo-romanticismo, dal punto di vista stilistico-musicale vi sia rimasto il gusto barocco non solo nella musica strumentale di Brahms, ma anche in ambito vocale operistico, e al contempo anche dal punto di vista tecnico la scuola italiana di Bel Canto continui a proporre giustamente "l'attacco" del suono vocale, come lo chiama correttamente la sig.ra Marchesi, non a piena voce fissa, ma piuttosto partendo dal piano per aumentare di volume e poi ritornare al piano, facendo gran bene così a livello fisico alle corde vocali!

Da questo esercizio, che permette di costruire suoni puri, puliti e belli, si passa in questo metodo via via ad altri tipi di esercizi, fino a costruire sempre più delle frasi e ad arrivare ad un vero e proprio vocalizzo-brano musicale, affrontando la maggior parte delle problematiche tecniche che si ritroveranno nelle arie del repertorio.



Così facendo, si lavora gradatamente ad un problema per volta e quando il cantante andrà a interpretare un brano musicale di un compositore di musica vocale da camera, una cantata, un oratorio e un'opera, sarà pronto allora a risolvere tutti i problemi tecnici che l'autore solitamente mischia assieme per creare la Musica!

In un periodo come il nostro, in cui abbiamo da alcuni decenni avviato un percorso di recupero filologico-musicale delle musiche antiche, sia la "messa di voce" riconsiderata il fondamento per un recupero stilistico del "bel suono" valido per tutte le epoche del canto!

Mattia Peli