domenica 8 luglio 2018

Nominato il Direttore Artistico dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano ® di Prato

Il M° Vijay Pierallini è stato ufficialmente nominato direttore artistico dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano ® di Prato.

Violinista, da sempre grandissimo cultore dell'opera italiana, il M° Pierallini rappresenta da un lato l'animo del musicista attento e volto alla perfezione dei suoni e della tecnica, dall'altro un vero e proprio "talent scout". Dunque una figura "classica" e dinamica al tempo stesso.

L'Accademia, che ha sede a Prato presso la prestigiosa struttura di Villa al Palco, è nata dalla volontà di fondare una nuova realtà sia per gli studenti di canto che vogliano approfondire la competenza tecnica e il valore artistico ad altissimi livelli, sia per chi desideri apprendere "come insegnare a cantare" a partire dalle fondamenta, in un'arte che con l'opera lirica ha reso l'Italia "colonna sonora" del mondo intero.
Accanto a corso di canto, infatti, è stato istituito quello per docenti di canto, che avrà lo scopo di istruire Maestri estremamente capaci, cui verrà rilasciato alla fine del triennio il titolo accademico di "alto magistero nell'insegnamento del Belcanto Italiano".



Il corso per insegnanti di canto sarà fatto anche di pratica e tirocinio, e sarà retribuito in base all'impegno  degli allievi.

Il direttore artistico dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano avrà il compito di diventare autentico "ambasciatore del Belcanto Italiano" nel mondo assieme ai Docenti, attivi anche come concertisti, il M° Astrea Amaduzzi, Soprano ed esperta di tecnica vocale, e il M° Mattia Peli, Pianista e Direttore d'orchestra, tra l'altro Presidente del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano ® di Recanati.

Il M° Mattia peli e il Soprano Astrea Amaduzzi

Un grande passo che conferma il prestigio e l'impegno di Belcanto Italiano ®, da anni volto alla ricerca della qualità assoluta nell'esecuzione e nello studio dell'opera, e del sistema di insegnamento della scuola del "periodo d'oro" del Canto Lirico, che vedrà la sua rinascita nel progetto di eccellenza della "Belcanto Italiano Opera Academy" di Prato.

martedì 3 luglio 2018

Ristabilire i segni di Forcelle e Accenti chiusi nelle Opere di Rossini - Restoring the closed Fork & Accent marks in Rossini's Operas

Un esempio di uso rossiniano delle 'forcelle chiuse' ne "Il barbiere di Siviglia" del 1816

Per tutti gli interpreti della musica di Gioachino Rossini, cantanti, strumentisti e direttori, i particolari e unici segni rossiniani di "forcelle e accenti chiusi", come si può vedere bene nelle edizioni critiche edite dalla Fondazione Rossini di Pesaro (ma anche nell'ed. Kunzelmann a cura di H. Handt di composizioni rossiniane non operistiche), sono presenti quasi ovunque all'interno delle partiture da lui composte. Le vecchie edizioni non-URTEXT al posto di questi segni mettevano delle normali forcelle aperte o dei classici accenti, ma non è quello che voleva Rossini.  Riportiamo qui nell'immagine l'avvertenza di A. Zedda alla partitura (ed. critica Ricordi del 1969) de "Il Barbiere di Siviglia", dove sono spiegati questi speciali SEGNI ROSSINIANI !

Spiegazione delle forcelle e degli accenti chiusi rossiniani da parte di Zedda, nell'Avvertenza all'ed. critica della partitura del Barbiere del 1969

Zedda scriveva: "E' stata conservata la grafia originale ai tipici segni rossiniani di forcelle e accenti chiusi" - "Il loro significato è, nel primo caso, quello di uno sforzato che tronca nettamente un crescendo o dà immediato inizio a un diminuendo; nel secondo caso quello di un accento marcato e profondo."

Ecco un precedente ai noti segni rossiniani delle forcelle di crescendo e diminuendo chiuse come triangoli nel metodo di J.P.E. Martini - "Mélopée moderne où l'art du chant réduit en principes" del 1792, nella sezione "Des differents accents de la Voix"... Quindi questi segni non furono introdotti dal nulla da Rossini, erano già conosciuti precedentemente, ma e pur vero che Rossini ne fece un suo segno espressivo distintivo.



Questi segni, nel Barbiere rossiniano composto a Roma tra gennaio e febbraio 1816 in soli 20 giorni, si trovano richiesti :
- ben 119 volte nella Sinfonia,
- 853 volte nell'Atto I (tra orchestra e cantanti)
- e 405 nell'Atto II (tra orchestra e cantanti).
In totale si trovano 1377 volte nell'intera partitura del Barbiere.

Non è difficile, di conseguenza, immaginare quante siano le volte in cui tali segni sono presenti nel resto dell'enorme produzione compositiva di Rossini: migliaia e migliaia di volte !!!

Dobbiamo tutti, come interpreti, realizzare molto di più queste inflessioni richieste quasi costantemente nella musica del pesarese, e questo aprirà il campo ad una maggior teatralità della voce e di conseguenza nell'arte scenica per i cantanti rossiniani, aiutati dall'orchestra, dal direttore e dal regista !

venerdì 8 giugno 2018

La preziosa scuola di canto italiana: Enzo Dara racconta la sua esperienza

Ho avuto modo di conoscere Enzo Dara alcuni anni fa a Parma, quando ero Allieva della Fondazione Toscanini, verso la parte finale dei miei studi di canto. Nella sua masterclass, che durò tre giorni, (nella quale venne a salutarci anche Virginia Zeani di cui oltre che le interpretazioni magnifiche sicuramente non dimenticherò mai lo sguardo), credo di aver imparato - sui movimenti in scena in relazione al ritmo musicale - più che nel resto di tutta la mia vita.
Vedere quest'uomo sillabare Rossini, con un bastone in mano, e muoversi in modo perfetto, seguendo l'andamento della Musica e catturare in modo magnetico l'attenzione di tutti i presenti, fu un'esperienza illuminante.

Amor rende sagace di Cimarosa, Regia di Enzo Dara -  Scene  di Emanuele Luzzati - Bologna, 1993

E' per questo che credo fermamente che l'esempio diretto, nel discorso della didattica vocale e scenica del Canto, sia fondamentale, ed è per questo che inquinamenti acustici e scenici che fanno dell'attuale panorama operistico spesso una gara a chi grida di più e una escalation di vandaliche scene molto vicine al cinema a luci rosse, vadano combattute e condannate in modo serio.

Perché il TEATRO DELL'OPERA prima di tutto è arte, cesello, morbidezza, tecnica vocale perfetta, anima e cuore, parola e scena teatrale, e non è cinema.
 

E' dunque preferibile vedere e ascoltare meno divi e più artisti, i grandi che hanno fatto la storia del teatro dell'opera erano divi di diritto, astri luminosi perché, prima di tutto, erano sommi artisti, anche non bellissimi (non ditemi che Caruso, la Cerquetti, o la Tetrazzini fossero così tanto "piacioni"), ma l'olimpo dell'Opera l'hanno fatto loro e quelli come loro, e a simili standard qualitativi dobbiamo mirare.

Ma torniamo a Dara: persona serissima a livello comunicativo, si trasformava sulla scena, e anche con pochi movimenti era impossibile non ridere, per cui una voce non troppo stentorea, che per alcuni era una lacuna, si dimenticava, letteralmente, per la finezza delle sue movenze sceniche, frutto di studio intelligente e capace.



Mi sembra utilissimo spunto di riflessione condividere un importante pensiero su come affrontare, tecnicamente lo studio del canto, tratto dal libro scritto dallo stesso Enzo Dara, "Anche il buffo nel suo piccolo - Personaggi tra il rigo".

Segue una traduzione in lingua inglese per cui ringraziamo sentitamente il Basso Ville Lignell.

Buona lettura a tutti! 

M° Astrea Amaduzzi 


Il metodo della "vecchia scuola italiana" come salvezza delle voci - nella testimonianza del 'basso buffo' mantovano Enzo Dara

Il mio Maestro (Bruno Sutti) procedeva all'impostazione della voce con molta cautela, dedicando mesi e mesi ai vocalizzi prima di affrontare la frase di un'aria, una romanza (...) Ricordo che mi diceva: "Respira bene..., così" (...) "Non tenere troppo alta la lingua" (...) E ancora: "Il passaggio della tua voce è sul do diesis-re naturale al massimo, ma lo devi preparare prima, altrimenti lo si avverte troppo". E a volte sbuffando: "Se canti ancora il mi naturale così, finirai con il romperti la voce".
Finalmente un giorno, quando avevo già perso le speranze, mi dice di portare le arie antiche. "Per vedere come te la cavi" mi gettò lì sornione. Così eccomi arrivare alla scuola di canto con gli spartiti di Caldara e Mozart, Beethoven e Pergolesi, Carissimi e Bach. A dire il vero avrei preferito cantare tutte quelle belle arie per basso che udivo agli spettacoli della stagione lirica al Sociale, quelle di "Ernani" e "Don Carlo", "Salvator Rosa" e "Nabucco", "Norma" e "Simon Boccanegra". Niente di tutto questo, mesi e mesi di arie antiche, molto belle, per carità, ma che non mi realizzavano pienamente. Più tardi capii in pieno la bellezza di questo repertorio e l'importanza di farlo studiare ai giovani cantanti. Quando gli confidai le mie aspirazioni mi disse chiaro e tondo che il repertorio drammatico dovevo scordarmelo per sempre, in quanto la mia voce non se lo poteva permettere. (...) più avanti con lo studio avrei potuto aspirare al repertorio di basso - baritono brillante, buffo, "con cla faccia da ridar ca ta't trövi"; molto elegante. Se penso a quanti cantanti ancora giovani sono in crisi per aver affrontato prematuramente un repertorio troppo spinto, devo proprio benedire il mio Maestro.
Venne così il giorno in cui potei cantare di nuovo "La calunnia", ma enorme fu la mia delusione nel sentire che non avevo più la potenza vocale di un tempo (...) "Vedi", mi disse calmo il Maestro di fronte alla mia delusione "prima tu gridavi, ora canti. Se ti va bene così, meglio, altrimenti 'aria', cioè: te ne puoi anche andare". E' ovvio che mi andò bene così. Il miracolo dell'impostazione della voce era avvenuto.

Enzo Dara è Dulcamara (1991)
Bruno Sutti era un grande impostare di voci e lo posso dire con cognizione di causa in quanto frequentavo quasi tutti i giorni la sua casa non solamente per prendere lezioni ma anche per assistere a quelle degli altri allievi. Ho notato che ai giovani anche meno dotati Sutti riusciva a impostare la voce in modo dignitoso, facendola gradevolmente timbrare, riuscendo a ottenere una piacevole vocalità. Sutti era sempre alla ricerca del bel suono, amava molto le belle voci (...) Mai una voce è stata rovinata dalla sua scuola, mai una voce è andata perduta. Un'impostazione, quella del Sutti, legata soprattutto alla respirazione, alla copertura dei suoni acuti, al passaggio obbligato. (...) il suo metodo proveniva direttamente dalla "vecchia scuola italiana". Inoltre aveva un grande orecchio e ancora prima che un cantante emettesse una stonatura ne avvertiva l'arrivo, come in una premonizione di suono. Ovviamente avvertiva che il cantante stava cambiando posizione, e quindi la stonatura era inevitabile. Non gli si poteva chiedere "il perché e il per come" di tutto questo: andava fatto così e basta! Non amava perdersi in spiegazioni tecnico-scientifiche, faceva però chiari esempi con la sua intonatissima voce (...) Bisognava aver fiducia in lui e farglielo capire. Molti allievi, però, appena raggiunta con la scuola una buona tecnica, scappavano per entrare in altre scuole più famose e maggiormente ammanicate con l'ambiente musicale. Ecco perché Bruno Sutti ebbe pochissimi allievi che terminarono gli studi con lui e calcarono le scene, e penso che l'unico allievo che abbia fatto carriera e sia rimasto con lui fino alla sua fine, sono stato io.

(da: Enzo Dara - "Anche il buffo nel suo piccolo - Personaggi tra il rigo" - Gioiosa Editrice, 1994)


The old method of the "Old Italian School" to save the voices. The testimonial of the Mantuan buffo bass Enzo Dara.

"My teacher Bruno Sutti took very cautious steps with the vocal education by dedicating months after months to vocalises before letting me try one single phrase of an aria or of an art song. I remember how he told "Breathe well, just that way..." or "Don't keep your tongue that high..." or "The passaggio of your voice is around C sharp or at maximum D; however, you will have to prepare it way before, otherwise it will be too audible". And sometimes snortingly "if you sing an E like that you'll end up breaking your voice!".

Finally one day, when I had lost all hope, he told me to bring some classical arias "just in order to see if you'll make it". And I went to the lessons with scores of Caldara and Mozat, Beethoven and Pergolesi, Carissimi and Bach. Honestly, I would have preferred to sing all those beautiful bass arias I heard during the season at the Teatro Sociale, from Ernani, Don Carlo, Salvator Rosa, Nabucco, Norma and Simon Boccanegra. I got nothing of this, only early music and classical arias month after month. For heaven's sake, they were beautiful but I did not feel fulfilled with them. Only later I understood the beauty of this repertory and how important it is for the beginners. 


When I told him about my dreams he said outright that I would have to forget the dramatic repertory forever: my voice was just not suitable for it! After further studies I might have aimed for the elegant comic bass and baritone repertory "with that funny face you have". When I think about the young singers in crisis due to heavy repertory undertaken way too early, I can only bless my teacher.

The day arrived when I was able to retry "La calunnia" from the Barber of Seville. To my great delusion I did not feel the vocal strength of the past. Perceiving my disappointment Sutti said calmly: "You see, before you screamed, now you sing. If this is good for you, perfect. Otherwise, 'aria' (you can go)". Obviously the reached result was perfect for me. The miracle of putting my voice on the track was a reality.

Bruno Sutti was a great voice teacher and I can state this by having visited his home almost daily; not only for my lessons but also to listen to his other students. I heard how he was able to guide even less talented voices by creating a pleasant timbre and vocal quality. Sutti was always looking for the beautiful sound, he loved the beautiful voices. Not one single voice was ruined by his school, not one voice was lost. Sutti's technique was connected to breath support, he taught to cover the high notes and having correct 'passaggio' was mandatory. His method was direct offspring of the old Italian school. Furthermore, he had the rear ability to perceive whenever a singer was about to sing off the pitch; he felt a premonition that such a note was on the way. Obviously he perceived that the singer had changed the position which inevitably lead to cracking the voice. There was no way to inquire "why or "how", this was the way to do it and 'basta'! He did not like to get abandoned in technical-scientific clarifications. He loved to produce examples with his perfectly tuned voice. You just had to trust him and make him feel you trusted him.

Unfortunately many pupils left his school right after having achieved a good technique, in order to follow more popular teachers with better connections with the musical environment. This is the reason why Bruno Sutti had only a handful of pupils who completed the studies under his guidance up to the moment of their operatic debut. And I assume to have been his only pupil who had a career but stayed with him until his end."

(Enzo Dara - "Anche il buffo nel suo piccolo - Personaggi tra il rigo" - Gioiosa Editrice, 1994)




Un mese di Belcanto Italiano ® a Cremona:
che tu voglia fare una o dieci lezioni, per tutto il mese di luglio 2018
ci trovi a Cremona: tecnica vocale di base e avanzata,
passaggio di registro, note acute e voce di petto,
postura, arte scenica e molto altro ancora....

Laboratori e concerti sulle più celebri arie e opere del repertorio italiano.

Informazioni e prenotazioni (Tel / WhatsApp): 347.58 53 253

mercoledì 23 maggio 2018

Il Soprano Astrea Amaduzzi e il Maestro Mattia Peli ® testimonials a Santa Cecilia per un grande concorso internazionale gigliano



 Dopo l'esito eccezionale del concerto che si è svolto a Genova l'11 maggio 2018, il Belcanto Italiano ® Duo, formato dal Soprano Astrea Amaduzzi e da Mattia Peli Maestro al Pianoforte, è chiamato a intervenire in un evento di portata internazionale che diventa un autentico "ponte" tra Oriente e Occidente. Nella prestigiosa Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, in Via dei Greci 18, si svolgerà, con ingresso libero, "La Grande Occasione" - International World italia - Cina.

Cinque cantanti lirici provenienti dal Concorso di pechino organizzato da "Italy Beniamino Gigli International Culture & Art Center" si confronteranno con 5 cantanti lirici del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma davanti a una prestigiosa giuria internazionale.

Primo tra i nomi in commissione, il celebre Soprano Cecilia Gasdia, Sovrintendente dell'Arena di Verona; Beniamino Gigli jr, nipote omonimo del grande Tenore italiano, ha voluto che all'evento partecipassero i fondatori di Belcanto Italiano ®; Astrea Amaduzzi e Mattia Peli sono stati da lui definiti come veri rappresentanti di una tecnica e uno stile splendidamente italiani, e scelti dunque per far ascoltare in un evento tanto importante un messaggio di eccellenza super partes.

Dunque il 26 maggio 2018, alle ore 18, per BENIAMINO GIGLI LA GRANDE OCCASIONE alla Sala accademica del Conservatorio di Santa Cecilia, il Duo più belcantistico d'Italia cesellerà nell'esecuzione due brani di bel canto: "Bel raggio lusinghier" dalla Semiramide di Rossini e fatto veramente eccezionale, Casta diva in tonalità originale di sol maggiore dalla "Norma" di Bellini.


L'evento del 26 maggio sarà preceduto, il giorno prima, dalla serata " "Waiting for... Beniamino Gigli", presso lo Showroom "Frattali" in Via Aurelia 678; una serata conviviale tra musica, pensieri e attesa, ove si alterneranno al pianoforte Asia Gigli, pronipote di Beniamino Gigli, che accompagnerà il Tenore Lorenzo Guetti e il Maestro Mattia Peli che accompagnerà il Soprano Astrea Amaduzzi. Ancora una volta il Belcanto Italiano ® Duo presterà la sua voce alla più sublime Arte Lirica con arie di Rossini (Il vecchiotto cerca moglie), Bellini (Oh quante volte) e Puccini (Un bel dì vedremo).



Un ringraziamento sentito alla Famiglia Gigli di Roma, all'Associazione Gigli jr di Roma, alla Famiglia Frattali, all'Associazione Gigli di Recanati, al Presidente Pierluca Trucchia e al "Italy Beniamino Gigli International Culture & Art Center" di Pechino e Hong Kong

martedì 8 maggio 2018

Le Nozze di Figaro a Genova con Belcanto Italiano ® Opera Studio e la straordinaria firma della regia di Ugo Benelli - maggio 2018


Il genio di Mozart ha la firma dell'illustre regia di Ugo Benelli: il grande tenore italiano  porta tutta la sua grande esperienza in una masterclass d'eccellenza, un'Opera Studio che concertata come selezione dall'opera dal M° Mattia Peli e dal Soprano Astrea Amaduzzi, vede collaborare Allievi provenienti oltre che dall'Italia (Liguria, Lombardia, Abruzzo e Campania) anche della Polonia e dalla Cina.
La masterclass di preparazione alla rappresentazione si terrà a Genova dal 13 al 18 maggio 2018.
Lo spettacolo si svolgerà sabato 19 maggio 2018 alle ore 16,00 nella Sala di Rappresentanza del Circolo ufficiali di Genova, in Via San Vincenzo n. 68. L'ingresso è libero.

Belcanto Italiano ® è il marchio che fa la differenza; seminari, lezioni, masterclass intensive sono volte a risolvere completamente i problemi tecnico -  vocali più frequenti e sviluppare in ciascun partecipante il massimo del proprio potenziale: cura della tecnica, respirazione, passaggi di registro, fraseggio, recitativi e scene d'assieme; tutto è volto a far raggiungere a ciascun Allievo la competenza necessaria a prendere parte alla messa in scena di un'opera. 

Con la loro esperienza, i Docenti, il M° Ugo Benelli, il Soprano Astrea Amaduzzi e il Maestro Mattia Peli, sono un vero e proprio "traino" e partecipano attivamente e in prima persona nella messa in scena dell'Opera.

Figaro e Susanna si preparano alle Nozze: e tra Jus primae Noctis e bramosie del Conte di Almaviva si snodano freschi personaggi, figli di un tempo non troppo lontano in cui ognuno si può riconoscere.
E la meraviglia della "catarsi" può avvenire, ogni volta, non solo nella cornice altisonante del più splendido teatro, ma ovunque ci siano studenti e artisti che anelano alla ri-creazione dell'Opera d'Arte, fotografia della più pura vitalità del compositore che continua a vivere nelle note e tra le note con la sua energia mentale vibrante, più viva che mai.

Ecco la Compagnia di Canto per queste Nozze di Figaro:

Il conte d'Almaviva - Carlo Prunali
La contessa Rosina - Astrea Amaduzzi
Figaro - Jan Szurgot
Susanna - Li Hang Quian
Don Bartolo - Hu Nan
Marcellina - Viola Di Palma
Cherubino - Emanuela Carotenuto
Barbarina - Giovanna Puca
Basilio - Francesco Curci

Maestro Concertatore e Pianista Mattia Peli
Regia M° Ugo Benelli 

Un ringraziamento particolare va alla Direzione del Circolo Ufficiali di Genova
e in particolare al Colonnello Chiacchierini


Belcanto Italiano ® è il marchio che fa la differenza;
"...La più avvincente delle avventure
nello studio del Canto..." 

Informazioni e prenotazioni per partecipare ai corsi tenuti dai Docenti di Belcanto Italiano ®:    (Tel./WhatsApp)  347 5853253 

mercoledì 25 aprile 2018

A Genova maggio all'insegna del Belcanto Italiano ®

Con la partecipazione straordinaria del Tenore Ugo Benelli e del Coro Monteverdi diretto dal Maestro Silvano Santagata, il Belcanto Italiano  ® Duo, reduce dai successi di Verona e Cremona, si esibirà a Genova, il giorno 11 maggio 2018, alle ore 20,30, nella splendida Cornice della Chiesa di Nostra Signora del Rosario, in Via Carlo e Nello Rosselli 8.  La voce del Soprano Astrea Amaduzzi accompagnata al pianoforte dal Maestro Mattia Peli, eseguiranno un programma raffinato ed estremamente virtuosistico.


Un grande evento, ricco di gioia, per sottolineare l'importanza dell'importante anniversario della fondazione di questa Chiesa genovese, la cui architettura sobria e la pietra rosata delle volte richiamano il misticismo di antiche strutture umbre.

Ecco il programma del concerto:

PARTE PRIMA

"LA BUONA NOVELLA"

Di Fabrizio De Andrè,
adattamento per Soli e Coro di Silvano Santagata.

Voci Soliste
Lucia Cardinale, Simona Guaragni, Federica Repetto,
Patrizia Russo, Giada Venturini, Franco Alloisio

Voce recitante Ugo Benelli

Pianoforte Alberto Perfetti

Direzione Silvano  Santagata


PARTE SECONDA

"IL BELCANTO ITALIANO TRA OPERA E RELIGIOSITA'"

Belcanto Italiano ® Duo
Soprano lirico di coloratura, Astrea Amaduzzi
Pianoforte e organo, Mattia Peli - Musiche di Mozart, Rossini, Bellini, Verdi e Puccini :

G. Verdi - "La vergine degli angeli" (La forza del destino)
- omaggio a Beniamino e Rina Gigli - Soprano, coro e organo

G. Puccini - "Senza mamma" (Suor Angelica) - Soprano e pianoforte

V. Bellini - "Casta Diva" (Norma)
- omaggio a Beniamino Gigli - Soprano, coro e pianoforte

G. Verdi - "O Signore, dal tetto natìo" (coro da I Lombardi alla prima Crociata) - Coro e pianoforte

W. A. Mozart - "Tu virginum corona" e "Alleluia", dal mottetto "Exsultate, Jubilate" [K. 165] - Soprano e pianoforte

G. Rossini - "Giusto ciel" (L'assedio di Corinto) - Soprano, coro e pianoforte

G. Rossini - "Laudamus te", dalla "Messa di gloria"
- omaggio a Ugo Benelli - Soprano e organo

Partner dell'evento:
Chiesa "Nostra Signora del Rosario" - Genova
Coro Claudio Monteverdi - Genova
Associazione "Beniamino Gigli" - Recanati
Belcanto Italiano ® Duo
Comune di Genova

- Ingresso libero fino a esaurimento posti -

Il Belcanto Italiano ® Duo - Astrea Amaduzzi, Soprano - Mattia Peli, Pianoforte

Il Maestro Silvano Santagata

Il Tenore Ugo Benelli

Il Coro Claudio Monteverdi

La chiesa "Nostra Signora del Rosario" - Genova




giovedì 15 marzo 2018

Cantanti lirici in grammofono - ascolto di voci su dischi a 78 giri del Fondo Benedetti di Ravenna con Belcanto Italiano

"El estudio de la voz por el gramófono es muy útil. Ahora bien, el alumno debe ser orientado por el profesor, quien le dirá lo que está bien y lo que está mal. Cada año convendría que el cantor impresionara algunos discos para observar la diferencia y corregirse los defectos.
Para ser gran artista hay que exigirse mucho."


[ "Lo studio della voce con il grammofono è molto utile. Tuttavia, l'allievo deve essere guidato dal docente, che gli dirà che cosa è giusto e cos'è sbagliato. Ogni anno sarebbe opportuno che il cantante registrasse alcuni dischi per osservare la differenza e correggere i difetti.
Per essere un grande artista devi essere molto esigente." ] 

Mauro Benedetti mostra uno dei suoi dischi Pathé

Questo è ciò che scriveva Celestino Sarobe (allievo di Mattia Battistini, baritono e "Profesor de Canto y Alta Opera del Conservatorio del Liceo") nel suo "Venimécum del Artista Lírico" - Barcelona, 1947.
Oggi, certo, non si registra più da molti decenni in grammofono. I "78 giri" sono stati sostituiti prima dagli LP in vinile, poi dalle cassette audio e video, ed ora, da diversi anni, da cd e dvd, ma i principi profondi sottintesi nell'affermazione di Sarobe, seppur con una diversa applicazione, rimangono sempre validi.
Registrare come studenti di canto la propria voce e, riascoltandosi, anche con il supporto del saggio aiuto del proprio docente, correggere i propri difetti, dovrebbe essere una pratica comune e costante nel percorso sia da dilettanti che da professionisti.


Inoltre, aggiungiamo noi, oggi l'enorme lascito di incisioni in grammofono di centinaia e centinaia di grandi cantanti lirici storici del passato, in particolare dei primi decenni del Novecento, può diventare una "banca dati" molto utile sulla quale riflettere con concentrazione estrema in un attento ed impegnato ascolto.
Separando i piccoli difetti che anche i grandissimi cantanti hanno talvolta avuto, dai pregi tecnici ed interpretativi dei grandi, si possono imparare molte cose.
Assorbendo i principi della Scuola di canto che passano "vivi" dalle registrazioni, durante l'ascolto occorre non prendere spunto dai vezzi, bensì dai pregi basati sulla Scuola; si ascoltino con attenzione  l'appoggio, il legato, lo squillo, la mezza voce, i filati, i diversi modi di fare i trilli, le messe di voce, le agilità, ecc. Queste qualità di Scuola si possono udire e godere pienamente solo ascoltando le voci liriche direttamente dai grammofoni, una esperienza unica, anche perché è l'unico modo per avvicinarsi il più possibile alla fonte originale, senza passaggi da analogico a digitale che portano sempre via una notevole quantità di armonici naturali.




Ma il problema per lo studente di canto, e più in generale per il musicista nel suo complesso, (insegnanti di musica, docenti di canto, cantanti, strumentisti, direttori d'orchestra, compositori) è questo: dove e come poter fare questa esperienza diretta, senza filtri digitali, in un'era multimediale e digitalizzata, nella quale ormai moltissimi ascoltano le registrazioni da computer e cellulare, fonte sonora che fa perdere ulteriore verità al suono reale, anche rispetto allo stesso cd, dato che solo pochissime persone oggi possiedono e sanno far funzionare strumenti di riproduzione come i grammofoni, con una certa competenza dovuta ad anni di esperienza?



Qui arriva in aiuto il nostro collezionista, con il quale entrare in contatto; non è però una cosa così frequente. Inoltre trovarne uno che sia anche abbastanza preparato nel versante del repertorio operistico, cioè un collezionista di grammofoni e dischi a 78 giri che sia anche un appassionato di opera lirica e di metodi di canto, è cosa ancor meno facile. A tutte queste qualità risponde il nome di Mauro Benedetti il quale da oltre un anno ci ha introdotti in questo particolarissimo ascolto "live" da grammofono, esperienza inusuale anche per un musicista professionista.


Ecco un breve video nel quale viene spiegata la differenza sostanziale tra l'ascolto da grammofono e quello digitale (cd, computer, cellulare).


Locandina del primo incontro "Voci dai Grammofoni a Ravenna" - 31 gennaio 2017

Dal primo incontro ufficiale, intitolato "Voci dai grammofoni a Ravenna - 6000 dischi a 78 giri" avvenuto il 31 gennaio 2017, in poi, Belcanto Italiano ® è ormai solito offrire, su richiesta, agli studenti di canto interessati, concordando gli incontri lungo l'arco dell'anno, la possibilità gratuita di ascoltare una serie di registrazioni a propria scelta dai dischi del Fondo Benedetti di Ravenna, in un'ampio ventaglio possibile di voci liriche, dal soprano al mezzosoprano-contralto, dal tenore al baritono al basso fino anche al controtenore. 

Home page del canale youtube "BEL CANTO IN GRAMMOFONO"


Alcuni ascolti da grammofono particolarmente rilevanti ed interessanti sono stati convogliati nel canale youtube "BEL CANTO IN GRAMMOFONO" che si prefigge di avvicinare molti al mondo del 78 giri dando un'idea di come sia differente l'ascolto dei cantanti che hanno fatto la storia del canto dei primi decenni del Novecento, quando ancora erano vivi grandi compositori come ad esempio Puccini e Mascagni. L'ascolto su grammofono risulta nettamente superiore rispetto al trasferimento delle originali incisioni in grammofono su supporto cd o addirittura a file digitale su computer o cellulare.
Naturalmente la visione di un video all'interno di questo canale youtube virtuale, per quanto interessante, non può sostituire mai l'ascolto da grammofono in uno spazio reale. Tuttavia, una prima impressione più vicina a quella rotondità, squillo, corposità di voce e d'armonici della voce lirica reale la può dare, nella speranza che tanti vogliano provare direttamente l'emozione di ascoltare dal vivo quelle voci di cantanti lirici che più si preferiscono, partecipando ai nostri incontri che organizziamo lungo il corso dell'anno. Al termine di ogni ascolto, i partecipanti a questi speciali "incontri sonori" possono commentare, specialmente dal punto di vista tecnico-vocale, l'ascolto della registrazione appena udita. Questo avviene puntualmente e porta ad un interessante confronto e scambio di idee in merito all'incisione del cantante ascoltato, sia sul versante tecnico che su quello interpretativo.

Per prenotare un incontro scrivere a: direzione.belcantoitaliano@gmail.com oppure telefonare al numero 347-5853253

Ci potete seguire, nel frattempo, iscrivendovi al canale youtube dedicato, Bel Canto in grammofono, dove vengono progressivamente aggiunti nuovi video di cantanti lirici, molto famosi così come meno noti, di tutti i registri vocali. Buon ascolto!



















Il soprano e docente di tecnica vocale belcantistica Astrea Amaduzzi tra i grammofoni del Fondo Benedetti





Il M° Mattia Peli commenta l'ascolto di un disco a 78 giri


Mauro Benedetti, la maestra Astrea Amaduzzi ed alcuni studenti di canto presenti al primo incontro d'ascolto dei grammofoni












1903 print The Operatic Duel - Melba and her rival Tetrazzini playing their own records to each other.


English tenor Ernest Pike standing beside a G&T Sheraton gramophone, c. 1907, photo from a record sleeve of one of the Zonophone grand opera series.

An original full-page magazine photo-article concerning the singer Edward Lloyd making a gramophone record for Queen Alexandra in 1907

Sweet sounds that cannot die - Madame Tetrazzini singing into the gramophone recording instrument - The Illustrated London News, December 21, 1907


Lucien Muratore e Lina Cavalieri registrano nel 1913
Titta Ruffo ed Enrico Caruso nel 1914

Il Pathéfono - IL TEATRO ILLUSTRATO, ottobre 1914

Armonifono - IL TEATRO ILLUSTRATO, ottobre 1914

Geraldine Farrar as Carmen, with right arm on Victrola, 1915






















Russian bass singer Feodor Ivanovich Chaliapin (1873-1938) listening to a gramophone player. October 09, 1924

Pubblicità originale 1930 - "LA VOCE DEL PADRONE", Il cantuccio preferito