mercoledì 24 dicembre 2025

ROSSINI, "virtuoso del bel canto italiano" e "compositore di musica" nell'arte vocale "ideale ed espressiva"!

Gioachino Rossini 'virtuoso del bel canto italiano' contro la musica dell'Avvenire

 

ROSSINI - "virtuoso del bel canto italiano" e "compositore di musica" nell'arte vocale "ideale ed espressiva" creatrice di un 'canto nobile, semplice, fiorito, appassionato' - contro la musica dell'Avvenire (Passy de Paris, 26 agosto 1868):

Pregiatissimo dottor Filippi [Filippo Filippi (1830-1887), noto critico musicale, difensore del verbo wagneriano, nonché compositore], non posso lasciar partire per la volta di Milano il mio amico conte P. Belgioioso senza munirlo di queste poche linee che a voi mi ricordino e vi esprimano, in uno, i sentimenti della mia gratitudine per il regolare invio che vi piace farmi del giornale il "Mondo Artistico", di cui voi siete il dotto direttore e il critico più provvido per le produzioni drammatico-teatrali e per le belle arti; sento inoltre il bisogno di tributarvi mille grazie per la costante affezione che ognora emerge nei vostri interessanti articoli a pro del Pesarese.
Mi fu noto non ha guari d'essersi eseguite a Milano, in varie accademie, con brillante successo alcune vostre composizioni musicali; come potete credere, mio caro dottor Filippi, me ne godette l'anima.
Mi è pur caro il dirvi che l'arietta in 'la' che voi mi faceste udire in mia casa a Parigi, cantata con voce un pochino velata dal suo autore distinto pianista compositore, "me trotte toujours dans la tête". Detta arietta in dialetto veneziano è un vero gioiello: non si dirà per Dio! essere quella musica del così detto Avvenire!!! A proposito di questo tema tanto in voga e tanto ingiustamente discusso, mi è forza dirvi, che, allorquando leggo certe parolacce come "Progresso", "Decadenza", "Avvenire", "Passato", "Presente", "Convenzione" ecc., mi si prova nello stomaco un certo moto antimperialistico che provo tutte le pene del mondo a reprimere. Se mi fosse dato di potermi valere della vostra "savante plume", quante e quali lezioni vorrei dare a questi sputasentenze (creduti Demosteni musicali) che di tutto parlano e nulla sanno definire. Vorrebbero persino costoro imporre oggi per nuovo e peregrino ciò che è, per così dire, antidiluviano.
Parlano questi dottori, di musica declamata! di musica drammatica! È d'uopo supporre che questi signori ignorano che i celebri Dufay e Goudimel per circa un mezzo secolo produssero "esclusivamente" musica declamata, senza ritmo ossia drammatica. Arrivarono poscia gli altri celeberrimi Caccini e Peri, continuando in questo genere, e chiamando le loro composizioni musicali "Opere in istile recitativo". A questi finalmente succedette il titano musicale Gluck e compagni che parmi fossero sufficientemente iniziati nel genere declamato e drammatico! Non credete gia, mio buon dottor Filippi, ch'io sia per sistema antidrammatico, no davvero; e sebbene io fossi virtuoso del bel canto italiano prima di farmi compositore di musica, divido la massima filosofica del gran poeta che dice:

"Tous les genres sont bons,
Hors le genre ennuyeux."

Quanto poi al procedere attuale dei nostri cari colleghi, è forza convenire che gli sconvolgimenti sociali prodotti da speranze, da tema, da rivoluzioni ed altro, portano seco l'inevitabile conseguenza di forzare i poveri compositori di musica (che per lo più lavorano per "fame e fama") a svolgersi il cervello onde rinvenire nuove forme, eterogenei mezzi, a fine di poter dilettare le nuove generazioni coetanee insorte in gran parte dalla rapina, dalle barricate e altre coserelle simili!! Sta ora a voi, egregio critico, il predicare a tutta possa ai giovani compositori di musica che non havvi progresso né decadenza in queste ulteriori novita, e far loro sentire, a pari tempo, essere questi sterili ritrovati figli solo della pazienza e non gia della ispirazione; che abbiano infine il coraggio di emanciparli dalle convenzionali abitudini e che abbraccino, con animo allegro e piena fiducia, quanto havvi di divino e di seducente nell'arte musicale italiana che sono: "Melodia semplice e varietà nel ritmo".
Se a tali precetti saranno ubbedienti, questi giovani colleghi si sfameranno facilmente, rinverranno la fama desiata, ed avranno le loro produzioni lunga vita come l'ebbero quelle degli antichi nostri santi padri, Marcello, Palestrina, Pergolese, e come l'avranno indubitatamente i celebri odierni Mercadante, Bellini, Donizetti, Verdi. Avrete, arguto e carissimo dottor Filippi, rilevato che con intenzione ho passato sotto silenzio la parola "imitativa" nella raccomandazione fattavi pei giovani compositori sull'arte musicale italiana, per la quale "solo" ho fatto cenno di melodia e di ritmo. Io resterò ognora "inébranlable" nel ritenere l’arte musicale italiana (specialmente per la parte vocale) tutta "ideale ed espressiva", mai "imitativa" come il vorrebbero certi filosofoni materialisti. Mi sia permesso dire che i sentimenti del cuore si esprimono e non s'imitano.
A corroborare poi il mio assunto sull'arte musicale e sua estensione, dirò che la parola "espressiva" non esclude per certo la "declamazione", meno ancora la musica detta "drammatica", anzi asserisco che talvolta la comanda. L' "ideale" poi associato ch'ei sia all' "espressivo" apre la strada (ciò ch'io preferisco) al canto nobile, semplice, fiorito, appassionato. Sia dunque detto una volta per sempre essere l'imitazione l'appannaggio, la compagna inseparabile e sovente l'aiuto principale dei cultori delle due belle arti, pittura e scultura. Se poi all'imitazione si accoppiano un nobile sentimento artistico, un po' di genio (di cui natura è poco prodiga), quest'ultimo, il genio, sebbene talvolta ribelle ai precetti, fu e sarà ognora, ad un sol tocco, creatore del bello!
Dirò infine, per non lasciar senza applicazione le due paroline "Progresso e Decadenza", che solo alla fabbricazione di nuovi ed innumerevoli strumenti accordo un "progresso". (Progresso che tanto sorride ai sedicenti amatori della musica imitativa, e non hanno forse ragione). Non posso però negare una certa decadenza nell'arte vocale, tendenti i nuovi suoi cultori allo stile idrofobico piuttosto che all' "Italo dolce cantare che nell'anima si sente". Che Iddio accordi il suo perdono a coloro che ne furono l'originaria causa.
M'avvedo "hélas!" che le poche linee annunciate nel principio di questo mio scritto si sono convertite in un prolisso epistolare "abominable".
Non sorridete, vi prego, per la dicitura di questo mio zibaldone o pezzo "sconcertato" scritto troppo in fretta, e vi piaccia credermi con dolce affetto il vostro collega ed il vostro candido estimatore

'G. Rossini'

nomato dai francesi "Le singe de Pesaro"; dai Lughesi (Romagna) cittadini di mio padre, "Il Cigno di Lugo"; da me stesso, quale autore di una nuova scala chinese, "Pianista (senza rivali) di 4a classe".
È ora di finirla: depongo la penna. "Laus Deo!"

venerdì 5 dicembre 2025

Rossini sold - out a Ravenna: il grande compositore conquista il Mama’s Club: un evento esclusivo tra opera, emozioni e gusto

Rossini conquista il Mama’s Club: un evento esclusivo tra opera, emozioni e gusto – ed è già sold-out

Gli "Archi Ravegnani" fondati dalla violinista Marina Mammarella, spalla dell'orchestra, con il soprano Astrea Amaduzzi ed il M° Mattia Peli


A Ravenna è accaduto qualcosa di sorprendente. Nessuno avrebbe mai scommesso che il Mama’s Club – tempio storico di sonorità leggere, jazz, folk, punto d'incontro di cantautori – sarebbe stato travolto da un’onda rossiniana capace di riempire ogni singola sedia. E invece è successo: tutto esaurito per lo spettacolo dedicato a Gioacchino Rossini. Un trionfo tale da costringere gli organizzatori a fissare una replica straordinaria il 23 gennaio 2026.
Un segnale chiaro: il fascino della musica classica non solo non si è mai spento, ma sta vivendo una rinascita vibrante.

Perché il pubblico ama così tanto la musica classica?

Perché parla a tutti, senza bisogno di presentazioni. La musica classica è emozione pura, è architettura del sentimento: fa battere il cuore, sospende il tempo, permette di vivere esperienze sensoriali rare in un’epoca dominata dalla velocità. È una carezza all’anima, capace di unire generazioni, culture ed epoche diverse. Rossini, con la sua ironia, la sua freschezza, la sua energia teatrale, è la prova immortale – di come la grande musica sappia ancora affascinare e conquistare chiunque le si avvicini.

E' stata la violinista Marina Mammarella ad ideare questo evento; fondatrice dell’orchestra "Archi Ravegnani" di Ravenna, realtà musicale che negli ultimi anni ha saputo distinguersi per qualità, intraprendenza e un’identità sonora elegante e compatta.
Gli Archi Ravegnani sono un ensemble formato da 27 professori d’orchestra di diverse età: strumentisti preparati, versatili, accomunati da una ricerca timbrica raffinata e da un’attenzione estetica che si percepisce in ogni dettaglio. Un corpo orchestrale che sa respirare insieme, raccontando storie attraverso l’armonia perfetta dei suoi archi.

La violinista Marina Mammarella,
fondatrice dell'orchestra "Archi Ravegnani di Ravenna,
ideatrice del progetto "Io sono Rossini tra pentagrammi e pentole"

 
La grazia elegante di Marina Mammarella

Punta di diamante dell’ensemble è la violinista Marina Mammarella, artista di tocco finissimo, capace di unire precisione cristallina e sensibilità interpretativa. Il suo violino non “suona”: parla, dipinge, sussurra. Dotata di un fraseggio naturale e di un vibrato ricco ma controllato, Mammarella è fra le interpreti che riescono a trasformare ogni pagina musicale in un racconto emotivo.





La direzione musicale del Maestro Mattia Peli

A guidare l’orchestra sarà il Maestro Mattia Peli, musicista eclettico che si distingue per una direzione vibrante, comunicativa, moderna ma rispettosa della tradizione. La sua gestualità, elegante e incisiva, riflette una visione interpretativa chiara e appassionata. Peli non si limita a coordinare: plasma il suono, attiva l’energia dell’ensemble, crea dialogo e teatralità. Nello spettacolo alternerà alla direzione anche brani al pianoforte.

Voci rossiniane che prendono vita

I personaggi di Rossini rivivranno grazie a un cast vocale variegato e scintillante, formato da artisti con esperienze e percorsi differenti, ma uniti dall’amore per la scena e per il belcanto.

Astrea Amaduzzi, soprano di grande temperamento, è un talento capace di unire estensione, controllo tecnico e una musicalità innata. La sua voce luminosa, dalla notevole agilità, la rende interprete ideale per le eroine rossiniane, sempre sospese tra virtuosismo e ironia.

Pier Zordan, baritono dal timbro caldo e denso, è un artista di spicco che coniuga eleganza interpretativa, sicurezza vocale e una naturale presenza scenica. Le sue interpretazioni si distinguono per gusto, intelligenza musicale e una comunicativa immediata.

A completare il cast il soprano Diana Corradini, dal colore vocale pieno, e i tenori Vizsnyai Ferencz-Botond e Alessandro Barbano, entrambi dotati di una vocalità limpida e incisiva, perfetti per il brio tipico del repertorio rossiniano.

L’attore Alessandro Braga sarà Rossini in persona. Braga è un artista completo, dotato di straordinaria espressività, cura del dettaglio e capacità di tenere il pubblico sospeso tra sorriso, emozione e curiosità. Braga possiede una dote rara: sa trasformare la narrazione in un’esperienza teatrale viva e coinvolgente, restituendo la personalità brillante, ironica e geniale del grande compositore pesarese.



La sinestesia finale: il gusto del maestro

A completare questo evento multisensoriale sarà una degustazione di assaggi preparati secondo autentiche ricette rossiniane, un viaggio gastronomico tra sapori eleganti, profumi aristocratici e suggestioni d’altri tempi. Perché Rossini non è stato solo un genio della musica: è stato anche un appassionato cultore della buona cucina.
E così, tra arie, racconti e sapori, il Mama’s Club si trasformerà in un salotto dove l’arte si fa esperienza totale con la collaborazione  dell'orchestra "Archi Ravegnani" e di Belcanto Italiano.

Si consiglia di prenotare in tempo i posti per la replica dello spettacolo, che si terrà venerdì 23 gennaio 2026 al Mama's Club di Ravenna, chiamando il numero 331 911 8800