domenica 5 febbraio 2012

LA DISCENDENZA BELCANTISTICA DEGLI EVIRATI CANTORI


Cercando notizie sul celebre Alessandro Moreschi (1858 - 1922), unico castrato di cui esiste registrazione, ho scoperto che era collega e amico di altri  due celebri nomi del Diciannovesimo Secolo, tra gli ultimi castrati ancora attivi al Vaticano: Domenico Mustafà e Domenico Salvatori.


Ero già a conoscenza delle registrazioni di  Alessandro Moreschi, che avevo ascoltato con un velo di sorriso e reverenziale rispetto anni or sono, subito pensando all'epoca d'oro della grande musica barocca.


Interrogandomi su quanto sia rimasto nel nostro modo di cantare di quel mondo musicale perduto, ho cercato ulteriori notizie storiche e qualche documento audio. Mi sono messa così alla ricerca di tutte le tracce audio che il Moreschi aveva registrato nei primissi anni del '900 (si parla di 17 tracce ma in genere se ne conscono soltanto 2 o 3), ed ho trovato materiale interessantissimo che presto pubblicherò.


E tra le cose scoperte questo è quanto ora evidenzio: l'umbro Domenico Mustafà, famoso Soprano, (1829 - 1912), amico e collega di Moreschi, fu celebrato per la sua estensione (2 ottave piene), la bellezza della voce, l'abilità nelle colorature e nella tecnica dell'emissione, fu compositore, corista e poi nel 1860 direttore di coro di Papa Leone XII.


Fu anche rinomato come didatta, e qui arriva il bello: fu maestro anche di un celebre Soprano: Emma Calvé (1858-1942) di cui esistono numerosissime registrazioni.


Emma Calvé prese lezioni da Domenico Mustafà nel 1892, qualche tempo prima era stata allieva di Manuel García e Mathilde Marchesi, su cui mi riprometto di scrivere mentre porterò avanti le mie ricerche.


Domenico Mustafà, elogiato per la sua intelligenza, pur essendo Direttore perpetuo della Cappella Sistina decise di ritirarsi nel 1902 nominando Lorenzo Perosi suo discendente.


Le conclusioni di questo mio post arrivano a un punto logico: ascoltando non solo Moreschi ma anche le registrazioni dei cantanti dei primissimi anni del '900 si puo' affermare senz'ombra di dubbio che quando compositori come Bellini, Rossini, Donizetti e perfino Mascagni, (da che mi par di sentire sempre eseguito con OBBLIGO DI TRUCULENZA E SFORZO perché "verista"), non erano eseguiti come siamo abituati ad ascoltarli oggi, con necessità di urlo e spinta, ed essi stessi quando scrivevano le loro partiture, avevano in mente una tecnica e un'emissione completamente diverse da come siamo abituati oggi a intenderle in certi ambienti.


Rimane l'interrogativo che porgo a chi vorrà leggere il mio testo: cosa è rimasto nel nostro modo di cantare il repertorio ottocentesco di quel mondo musicale perduto?

video


1920: Emma Calvé, a 62 anni, ha registrato la Barcarolle di Offenbach 




Astrea Amaduzzi

3 commenti:

  1. MOLTO BELLO!!! Thank you my friend for sharing this Wonderful and very interesting article. Thank you also for posting this great operatic soprano and I enjoyed it so much! again Thank you my friend! More Blessing and Good Luck!* GOD BLESS *

    RispondiElimina
  2. Maestra Amaduzzi, HO TANTO PER RINGRAZIARLA, e mi scuso per il mio Italiano! Allora che ho letto il suo scritto su la voce di petto de i castrati mi sento meglio e tranquillo. Io sono Messicano, ho avuto leuchemia da piccolo e, co i trattamento, non ho avuto un vero cambiamento "normale" ed ho eseguito cantando come da piccolo. La mia storia é un po lunga perche non sapevano cosa fare con me alle scuole di musica. Io puo cantare colla voce di petto tanto alto come ha scritto el Maestro Tosi, ed io mi sento meglio cantando cosi che tutto "in falsetto", Io non sono controtenore, allora lo so. Il mio pasato puo essere cosi horribile, ma "i tempi da Dio sono perfetti", Lui sa quando si deve trovare quello che si bisogna. Ho trovato il canto d'Alessandro Morechi (la registrazone) che mi sono cautivato veramente. Vi prego di ascoltare la mia voce. Io habbito nel Messico, ma viaggio una o vue volte al anno ad Europa, per visitare a una cara amica che ama tanto ad Alessandro Moreschi e che mi ha aiutato MOLTO. Non sono tanto giovane, sono nato "nel secolo pasato" in 1970 ed ho 45 anni, ma non mi interessa. Sará possibile che vi invie un link da me sul youtube? Grazie per leggermi.

    RispondiElimina
  3. Carissimo Javier, non è la prima volta che sento falsettisti affermare che riescono bene nelle note di petto. Questo naturalmente non può accadere a tutti (perché non tutte le voci sono uguali), ma senza dubbio c'è chi come falsettista cambia registro senza problema nelle note gravi. Le note di petto erano usate anche dai castrati quindi è sicuramente sbagliato affermare che il passaggio alle note di petto sia errato (come talvolta ho letto soprattutto su argomentazioni on line). Una testimonianza evidente di quanto dico ce la da un castrato stesso, il pugliese Giuseppe Aprile che tra i precetti del suo trattato raccomanda di estendere pian piano la voce di petto e unirla impercettibilmente a quella di testa. Trovi qui un articolo illuminante: http://belcantoitaliano.blogspot.it/2014/11/metodo-italiano-di-canto-di-aprile.html . Sarà un piacere per me ascoltarti Javier, inviami pure tutti i link che vuoi e ricorda che per studiare e imparare non è MAI tardi! Un caro saluto dall'Italia! M° Astrea Amaduzzi

    RispondiElimina