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martedì 10 marzo 2020

Tour "De Lucia" di Belcanto Italiano - Napoli, 31 maggio-1 giugno 2019

Il soprano belcantista e maestra di tecnica vocale Astrea Amaduzzi in visita alla Phonotype Record, ove è presente il pianoforte dello storico tenore napoletano Fernando De Lucia - Napoli, 31 maggio 2019
Nelle giornate del 31 maggio ed 1 giugno 2019 Belcanto Italiano ha effettuato un TOUR "DE LUCIA" nella città partenopea, culla del Bel Canto.
Accompagnati e guidati dal giovane mezzosoprano Emanuela De Rosa, che ha seguito masterclass di perfezionamento con i maestri Astrea Amaduzzi e Mattia Peli in Italia e all'estero, abbiamo cominciato la nostra visita ai luoghi napoletani di De Lucia a partire dalla Phonotype Record, in via Enrico De Marinis, 4 - luogo storico in cui il grande tenore napoletano incisi molti suoi dischi a 78 giri, tra arie e pezzi singoli ed opere liriche complete, dal 1917 al 1922.



Eccoci all'entrata della Phonotype, una grande emozione...

Fondata nel 1901 a Napoli da Raffaele Esposito con la denominazione Società Fonografica Napoletana (il nome attuale verrà adottato nel 1911), è stata la prima casa discografica nata in Italia, e tra le prime al mondo ad avere uno stabilimento autonomo per la fabbricazione di dischi. 
Qui è anche conservato il pianoforte di Fernando De Lucia!


Belcanto Italiano in visita alla Phonotype - Intervista a Fernando Esposito, a cura del soprano Astrea Amaduzzi, sul grande tenore Fernando De Lucia - Napoli, 31 maggio 2019



 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il pianoforte di De Lucia

Il M° Mattia Peli mentre prova la tastiera dal quale esce la "voce" del pianoforte di De Lucia
 

 

 

Sfogliando i registri della Phonotype
Una delle pagine dei registri della Phonotype che segnano i dati delle incisioni effettuate qui a Napoli dal tenore De Lucia su dischi a 78 giri, compresi nel periodo 1917-1922

"Ricevo dal signor Vincenzo Esposito lire duemila per il trimestre posticipato di febbraio marzo per l'impegno assunto con lui - Fernando De Lucia, 31 marzo 1919"

Fernando Esposito, amministratore unico della Phonotype, il soprano Astrea Amaduzzi, il M° Mattia Peli e Michael Henstock,biografo inglese del tenore De Lucia, alla Phonotype di Napoli - 31 maggio 2019
Cartellone dell'ultima recita di De Lucia, avvenuta alla Scala di Milano nel 1916: LA BOHEME di Puccini, diretta da Gino Marinuzzi, con De Lucia nel ruolo di Rodolfo, estremo addio al pubblico scaligero

La visita è continuata incamminandosi verso Palazzo Cirella in via Roma 228 - nel 1892 De Lucia acquistò il terzo piano di questo palazzo - ove viveva il celebre tenore napoletano.
A Palazzo Cirella
 

Portone d'entrata di Palazzo Cirella

Palazzo Cirella: al terzo piano, dal 1892 in poi, visse De Lucia che qui fece lezione di canto negli ultimi anni di vita a Georges Thill, Gianna Pederzini, Maria Nemeth ed altri suoi allievi
Il giorno successivo, l'1 giugno 2019, abbiamo proseguito il tour comprendente il luogo degli storici funerali di Caruso, in occasione dei quali De Lucia omaggiò il collega napoletano!

 

 Belcanto Italiano in visita alla Basilica di S.Francesco di Paola, dove Fernando De Lucia cantò, il 4 agosto 1921, il "Pietà Signore" di Stradella per i funerali di Caruso (fu prima interpellata Luisa Tetrazzini, ma la Chiesa vietò l'esibizione di una donna) - Napoli, 1 giugno 2019

 


Belcanto Italiano in visita alla Basilica di S.Francesco di Paola, dove Fernando De Lucia cantò, il 4 agosto 1921, il "Pietà Signore" di Stradella per i funerali di Caruso - Napoli 31 maggio 2019

 


All'uscita della Basilica: Piazza del Plebiscito (a pochi passi stanno il Gran Caffè Gambrinus, Palazzo Reale dove ha sede la Biblioteca Nazionale ed il Teatro San Carlo)
 

 

Verso il San Carlo...
 

All'entrata del San Carlo di Napoli, storico teatro in cui De Lucia debuttò il 5 marzo 1885 nel" Faust" di Gounod
 

 

 

 

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La casa natale di De Lucia (nato l'11 ottobre 1860) si trovava in Strada Capuana, 45 (una vecchia via del popoloso quartiere Vicaria) - che dovrebbe essere stata nella zona vicina alle attuali Porta Capuana e Via dei Tribunali.

Porta Capuana (foto scattata per Belcanto Italiano da Giovanni Saviotti)
Alle porte di via dei Tribunali (foto scattata per Belcanto Italiano da Giovanni Saviotti)
Via dei Tribunali (foto scattata per Belcanto Italiano da Giovanni Saviotti)
Via dei Tribunali (foto scattata per Belcanto Italiano da Giovanni Saviotti)

Scomparso il 21 febbraio 1925, il grande maestro del bel canto Fernando De Lucia è sepolto nel Cimitero di Poggioreale (Cappella della Congrega di S. Filippo Neri di Chiaia). Sulla tomba sono scritte le parole: "E il suo canto si mutò in preghiera"!

La tomba di De Lucia a Napoli, sulla quale sono scritte le parole: "E il suo canto si mutò in preghiera"

domenica 4 marzo 2018

Il 1° congresso musicale italiano del 1864 a Napoli, presieduto nella Sezione "Canto" da Mercadante, e il rimedio al declino dell'arte del canto


"INNO ALL'ARMONIA", Pezzo concertato per voci di Soprano, Contralto, Tenore 1°, Tenore 2° e Basso, con accompagnamento di grande Orchestra - Espressamente composto dal cav. Saverio Mercadante in occasione del primo Congresso Musicale tenuto in Napoli il 7bre del 1864

IL PROBLEMA DEL DECLINO DELL'ARTE DEL CANTO (UN TEMA DEL PRIMO CONGRESSO MUSICALE ITALIANO, TENUTOSI IN NAPOLI NEL 1864, PRESIEDUTO NELLA SEZIONE CANTO DA SAVERIO MERCADANTE) E IL SUO RIMEDIO 
 

Nel 1867, fu pubblicato dal signor L. Celentano un interessantissimo opuscolo intorno all'arte del canto ("Intorno all'Arte del cantare in Italia nel secolo XIX". - Napoli, Stamperia Ghio, 1867) che trovò eco favorevole ne' nostri critici musicali più competenti. Nel paragrafo VII così esprimevasi l'egregio autore:
« Sì, a che giova tacerlo? la vera scuola di canto è in abbandono. E' moralmente abbandonata, perchè non pochi sono i discenti, nè mancano, per ora istitutori anche bravi; ma non più, in generale, si apprende e s'insegna "seriamente" l'arte del cantare. E' vana cosa propugnare a voce i precetti contenuti nelle prefazioni dei classici metodi, se poi non si ha il coraggio di seguirli nell'APPLICAZIONE. Dove sono gli studi "lunghi e severi" coi quali, già ben riconosciuta l'indole della voce, la gola dell'allievo giungeva ad acquistare sicurezza d'istrumento?
« Dove è la paziente ricerca della più vera emissione del suono, in cui la "nota tenuta o messa di voce", nell'atto che sceverava e piantava il più bel suono, insegnava la tranquilla e profonda respirazione, il sostegno ed equilibrio del fiato?
« Dove è quel complesso di tanti accertamenti che menano a quella suprema sicurezza d'intonazione?
« Dove è la fermezza del metodo che nel maestro è certezza di giungere senza fallo, allo scopo, studiando e soccorrendo la "tempra speciale di ciascuna voce"? » 


Già fin dal 1864 il primo ed unico Congresso musicale italiano, tenuto a Napoli, si occupò seriamente della decadenza dell'arte del canto; e la numerosa Sezione V a cui apparteneva questo ramo e della quale, oltre al De Giosa, al Petrella, al Beretta e Lauro Rossi facevano parte i chiarissimi maestri Scafati, Guercia, Caiano, Bisaccia, Lombardini, Fornari, Carelli, Sarria ed altri, diè fuori, dopo lunga e matura discussione, la sua relazione, che fu votata per acclamazione nella tornata generale del Congresso del 1° ottobre, presieduta dal Mercadante. Quella dotta relazione, firmata dal presidente D. Scafati e dal segretario L. Celentano meriterebbe esser qui trascritta per intero, ma per brevità farò cenno del brano più saliente.
« La gola umana, primo fra gli strumenti sonori, non è mai cangiata. Lo esercizio dell'arte del canto in Italia è stato prodigioso. Noi abbiamo tuttora i libri scritti delle esercitazioni con cui quei famosi cantanti si educarono e pervennero a quella perfezione, che bastò a far suonare altissimo nel mondo il nome italiano ne' foschi recenti giorni della nostra istoria.
« Queste tre verità culminanti ed incontestabili ci aprirono ben tosto la via ad affermare che la questione "canto" non è questione della natura dello istrumento, e nemmeno di possibilità di educarlo, o d'ignoranza de' mezzi di giungervi; che cioè la questione "canto" non sta nell'essenza di quest'arte ma nella sua APPLICAZIONE: che l'arte esiste in Italia, e può insegnarsi perchè niuno manca degli elementi di cui si compone; ma che intanto lo stato presente nell'esercizio vocale appare in un aspetto così scoraggiante da dover richiamare la più seria attenzione di questo primo Congresso musicale, così sulle cagioni, che sui mezzi di provvedere al rimedio. »

[cfr. Primo Congresso Musicale Italiano in Napoli. - Relazione della Sezione V, Canto - Tipografia Carluccio, Napoli 1864]

(da: Alessandro Guagni-Benvenuti - "L'odierna scuola di canto in Italia", in IL TEATRO ILLUSTRATO, agosto 1889)