venerdì 14 novembre 2014

ALLEGGERIRE NEL PASSAGGIO o sia "lo scalino di petto"

Nell'articolo "Il facile mistero del passaggio di registro vocale nel canto lirico", abbiamo visto come i REGISTRI VOCALI si chiamino così perché il nome si ispira ai registri organistici, perché passando da una zona all'altra, la voce cambia lievemente timbro (in pratica è come se le donne cantassero con tre voci diverse e gli uomini con due).

I passaggi più problematici sono:
per le voci femminili: dalla zona media a quella di petto
per le voci maschili: dalla zona di petto a quella di testa

Nei passaggi di registro la laringe, sede delle corde vocali, cambia lievemente posizione, e così facendo trasmette le sue vibrazioni ora alla testa ora allo sterno.

C'è l'errata convinzione che i registri, nelle voci, si debbano rendere uguali in modo forzato.
In realtà però il registro di petto nelle voci femminili può  essere usato lasciando che la laringe si abbassi nelle note gravi oppure no; dipende dalla scelta dell'interprete e da quello che si canta.
Se si sceglie di usare il registro di petto, è molto  difficile tenere la voce tutta di timbro esattamente uguale; il VERO grande problema del passaggio alla zona di petto (verso lo sterno) e viceversa è quello che in gergo viene chiamato LO SCALINO.

Che cos'è lo "scalino di petto"?

E' una brusca variazione di posizione della laringe, che se lasciata libera di lavorare a suo agio (così come DEVE fare) se ne va DOVE VUOLE ... cambia posizione dalle note medie a quelle gravi... e così si sente un "CLICK"!!!! Si avverte il passaggio segnalato dal CLICK (soprattutto nelle voci femminili) dello "scalino di petto".

Cosa si deve fare dunque per andare verso il registro di petto senza far sentire lo scalino? SEMPLICE!!!! Una volta che si diventa coscienti del cambio di posizione della laringe ("passaggio") è sufficiente ALLEGGERIRE, certamente!

ALLEGGERIRE nel passaggio,  togliere un po' d'aria, non forzare, e tornare poi a cantare a volume normale appena effettuato il passaggio (e questo vale sia per le voci femminili che per quelle maschili).

Infatti, lo stesso alleggerimento deve avvenire per le voci maschili (soprattutto per i TENORI!!!) nella voce che va dalla zona di petto a quella di testa e viceversa.
 Per esperienza diretta con diversi Allievi Tenori ho potuto verificare che la zona più difficile da risolvere è quella attorno al MI, FA, FA DIESIS; è lì che si gioca la riuscita al passaggio di testa. Cosa fare anche in quel caso? Semplice!!! ALLEGGERIRE, NON FORZARE, ALLEGGERIRE NEL PASSAGGIO! E la voce, se la laringe "galleggia", andrà veramente da sola e senza sforzo!

C'è da dire che i Compositori migliori evitano di scrivere lunghe frasi che si muovano per intero nelle zone di passaggio, (ad esempio Puccini scrive in modo magistrale, così come Mozart) mentre invece usano  volentieri una chiara scrittura che invita alle note di petto per effetti particolari, drammatici e che articolano l'espressione quasi verso un "declamato" di timbro più scuro (ad esempio Verdi o anche Donizetti).

Le moderne scuole di canto tendono ad evitare la voce di petto come una malattia, (ed è un vero peccato!) semplicemente perché tanti non sanno insegnare come si effettua il passaggio; in questo senso l'apprendimento del Canto Lirico deve avvenire in gran percentuale PER TRADIZIONE ORALE, attraverso l'intervento e l'esempio diretto di un bravo Maestro.

Un riferimento doveroso va al Trattato di Canto di Manuel Garcia figlio, il quale invitava i propri Allievi, nel primo periodo di studio, a non evitare lo scalino di petto perché essi si rendessero conto di cosa fosse il passaggio di registro, e poi gradualmente li invitava a cercare l'unione dei registri... sicuramente alleggerendo nel passaggio! (Pag. XI e Pag. XVIII della prefazione al suo trattato che potete trovare qui: http://www.belcantoitaliano.com/BELCANTO_LIBRARY_FILES/Garcia_Trattato_di_canto_I_parte.pdf )

Un cordiale saluto a tutti
M° Astrea Amaduzzi

Vi aspettiamo dal 6 al 21 marzo 2016 per un fantastico appuntamento dedicato all'Opera Italiana nelle terre di Beniamino Gigli.

Si selezionano:
- 10 Cantanti e 2 Pianisti (partecipanti effettivi)
- 5 Uditori (Cantanti o Pianisti)
per un laboratorio tecnico, stilistico e interpretativo su Lucia di Lammermoor, La Traviata, La Bohème.

Il corso, della durata di 16 giorni, si articolerà nello studio approfondito di Arie e Scene d'insieme, sia dal punto di vista tecnico e interpretativo che della prassi esecutiva e scenica.


Il laboratorio si svolgerà a Recanati nei locali del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano "Beniamino e Rina Gigli", al Teatro Persiani, nell'Aula Magna del Comune con il Pianoforte di Beniamino Gigli e al Teatro "La Rondinella di Montefano.


Gli Allievi saranno sempre in costantemente guidati dai Docenti del Corso, il M° Astrea Amaduzzi, Soprano Lirico di Coloratura, Docente di Tecnica Vocale ed esperta nella prassi esecutiva Belcantistica, e dal Maestro Mattia Peli, Direttore d'orchestra, Pianista e Compositore.
Pierluca Trucchia, Presidente dell'Associazione "Beniamino Gigli" di Recanati guiderà invece i partecipanti alla scoperta dei luoghi gigliani e curerà una visita al Museo Gigli di Recanati.

  
 A insindacabile giudizio dei Docenti, a fine corso, gli Allievi ritenuti idonei parteciperanno all'allestimento dell'Opera "La Traviata" di Giuseppe Verdi e i migliori saranno scritturati per un grande Concerto Internazionale estivo retribuito dedicato al Belcanto Italiano.

A ciascun Allievo effettivo sarà chiesta un contributo di partecipazione di 22 Euro giornalieri.


L'intero ricavato sarà devoluto all'Associazione Gigli per l'organizzazione delle numerose iniziative Culturali in collaborazione con il CISBI, Centro internazionale di Studi per il Belcanto Italiano. 



tel. (+39) 347 58 53 253

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Contatto WhatsApp di Belcanto Italiano:
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7 commenti:

  1. Non capisco il vostro riferimento a Garcia :

    "Non si cerchi di scemare la pienezza e la forza de' suoni di petto, nè si trascuri di dare al falsetto tutta l'energia di cui è suscettivo;"

    Trattato di
    Garcia, p.12 edizione Ricordi

    "Pienezza, forza, energia" ..piuttosto il contrario d' .alleggerimento? No?

    (Je n'ai pas lu encore tout le traité mais, dans ce passage, placé avant l'exercice de l'union des registres, Garcia semble indiquer tout au contraire qu'il ne faut PAS alléger...)
    Cordiali saluti, scusi per il mio italiano...

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    1. Gentile Titania47 , nessuno ha mai detto di togliere energia ai vari registri. Nell'articolo si prende in esame il problema che si riscontra TRA un registro e l'altro.
      Qui nessuno sostiene di alleggerire i registri, ma per evitare soprattutto nelle voci femminili lo scalino di petto (cioè il CLICK che si percepisce passando da una zona all'altra della voce) e il medesimo problema (certo assai più raro) in alcuni tenori, non c'è altro sistema che alleggerire (togliere appena un po' di fiato) MENTRE si passa da una zona all'atra.
      D'altronde Garcia, di cui non tutto può essere condiviso visto che non era un bravo cantante, aveva avuto la brillante idea di invitare gli Allievi a NON evitare PER I PRIMI TEMPI lo scalino... "Appena che la voce di petto sarà sviluppata e che l'allievo potrà passare da questo registro a quello di falsetto MARCANDONE BEN DISTINTO IL PASSAGGIO, si darà mano agli esercizj"... (Cap. I Pag. 3) - E poi ancora una bella intuizione didattica: "Ed anziché schivare, marchisi bene sensibile quella specie di singhiozzo che succede nel passaggio di registro, non essendo che il solo continuato esercizio che potrà addolcirlo da principio, e farlo sparire più tardi" (Inizio Cap. VI) - e poi ancora leggiamo al Cap. VII Pag. 23: " Tutti i seguenti esercizj offriranno spesso il passaggio del registro di petto a quello di testa, e viceversa. Ben lungi dall'evitar questo passaggio, bisognerà farlo sentire arditamente ogni volta che nell'Esercizio si presenterà. Il tempo e la pazienza faranno scomparire la separazione, urtante sulle prime, dei due registri". E per quanto riguarda pienezza ed energia dei registri si rifletta anche molto bene su quanto suggerisce Garcia figlio al Cap. 1, Pag 3: "I suoni alti del registro di testa nelle donne, e del registro di petto negli uomini, devono essere in genere dolci e rotondi". Un saluto cordiale e grazie per averci scritto! M° Astrea Amaduzzi

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    2. Ah Titania, dimenticavo anche di far notare un'altra cosa, che il soggetto in questione non è il "falsetto" (= per Garcia registro di testa), ma il passaggio dal registro di petto al falsetto (=voce di testa). Certo che il falsetto (voce acuta o di testa) dev'essere esercitata con pienezza, forza ed energia rendendo il suono brillante, ovviamente senza mai forzare la propria natura vocale. Un saluto cordiale dal CISBI, Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano di Recanati, M° Astrea Amaduzzi

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  2. Si noti che Garcia chiama stranamente falsetto un registro pieno, cioè quello che si utilizza sopra il passaggio. Normalmente per falsetto si intende una voce con fuga d'aria e poco appoggiata, la quale è vero, talvolta condivide il registro acuto essendo spesso la voce in cui la voce di petto si rompe passando inavvertitamente al registro acuto (o "testa") o grazi a una manovra controllata di Yodel, anzi quello che avviene è proprio uno Yodel incolto o involontario.
    Anche se mi sovviene che se parliamo della voce sopra il Passaggio (tra Do3 per i bassi a Fa per i tenori all'incirca), non sono sicuro che si cambi proprio il registro, ci sarebbe un alleggerimento della voce di petto e un aggiustamento della risonanza, che forse è quello che molte scuole moderne chiamano misto. I tenori passano di registro tra Sib3 e Do4, mi sembra Caruso e alcuni altri che al momento non mi sovvengono, ma Pavarotti o Del Monaco, non vi passavano mai del tutto, a parte, forse Pavarotti quando cantava uno di quei Re4 o Do#, allora forse sì, perchè la risonanza si schiariva e la voce doveva per forza assottigliarsi ulteriormente per non urlare.
    Per tali sovracuti, credo che ciò che si faccia sia mantenere il Twang (marcata risonanza faringea e compressione) nel registro acuto o M2, per non passare appunto nel tono di falsetto.
    Famigerato però è un Mi4 di Pavarotti non ricordo dove ed il Fa4 dei puritani, quelli sì, li ha fatti in falsetto, senza portare l'appoggio e la risonanza faringea. Lì forse le tecniche moderne l'avrebbero aiutato, anche se forse è una sua scelta estetica, quella di usare la modalità controtenorile, che purtroppo non dominava come il misto e il Twang, di conseguenza è venuto fuori il falsetto e non la voce di testa.

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    1. Gentile Anto, la terminologia spesso combia a distanza di centinaia d'anni... si noti prima di tutto che Garcia scrivendo "falsetto" intendeva proprio "voce di testa". Curioso il fatto che oggi invece per "falsetto" s'intenda il sistema usato dai Controtenori. Comunque guardi, francamente preferirei avere un solo cantante con la tecnica sublime di Pavarotti che mille urlatori di oggi con le moderne (?) tecniche vocali... Saluti cordiali dal Centro Studi di Piazza leopardi per il Belcanto di Recanati, M° Astrea Amaduzzi

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  3. Veramente alla voce di testa si passa sul FA DIESIS per le voci acute, infatti tutti i tenori hanno sempre detto ciò ed hanno anche 'sentito', così come il soprano, il cambio sul FA DIESIS (l'elenco dei cantanti che l'hanno detto sarebbe lungo) - I primi che mi vengono in mente, tra affermazioni scritte e audio-video sono Lauri-Volpi, Bergonzi e Pavarotti !!!

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