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mercoledì 12 novembre 2025

A Milano il 'Memorial Miles Turolla': Belcanto Italiano in concerto al Circolo Alessandro Volta

Il Belcanto Italiano Duo in concerto a Milano per ricordare lo storico direttore d'orchestra Miles Turolla

Giovedì 13 novembre 2025, alle ore 20.00, il prestigioso Circolo Alessandro Volta di Milano aprirà le sue porte ad un evento musicale di grande eleganza e intensità emotiva: il "Memorial Miles Turolla", una serata dedicata al ricordo di una figura straordinaria del mondo musicale - direttore d'orchestra, amico di Maria Callas e di Luciano Pavarotti, e testimone di un'epoca d'oro del bel canto italiano.
Il Circolo Alessandro Volta, situato nel cuore di Milano, è da sempre un punto di incontro per la cultura e le arti. I suoi raffinati spazi, dal fascino discreto e dall'atmosfera intima, offrono un contesto ideale per un concerto che unisce eleganza, emozione e grande musica.

Protagonista musicale della serata sarà il Belcanto Italiano Duo, formazione d'eccellenza composta dal soprano Astrea Amaduzzi, artista di straordinaria sensibilità interpretativa, e da Mattia Peli, pianista e direttore d’orchestra eclettico e raffinato, capace di unire maestria tecnica e profonda musicalità.
Il duo, noto a livello internazionale per le sue esecuzioni eleganti e coinvolgenti, incarna pienamente la filosofia del marchio Belcanto Italiano, sinonimo di alta qualità artistica e di valorizzazione della grande tradizione vocale italiana.
Parteciperà all'evento anche il tenore Alessandro Barbano, giovane talento e allievo dei Corsi Internazionali di Belcanto Italiano, che interpreterà alcune delle più celebri pagine vocali del repertorio sei-settecentesco con freschezza e passione.
Il programma musicale prevede suggestive arie antiche di Caccini, Caldara e Carissimi così come arie sopranili da opere liriche dell'Ottocento e del primo quarto del Novecento che hanno visto nel corso della storia la loro 'prima rappresentazione assoluta' al Teatro alla Scala, quali "Il turco in Italia" (Fiorilla, "Non si dà follia maggiore") di Rossini, "Norma" ("Casta Diva", "Ah! Bello a me ritorna") di Bellini, "Madama Butterfly" ("Un bel dì vedremo") e "Turandot" (Liù, "Tanto amor segreto", "Tu che di gel sei cinta") di Puccini, in un viaggio sonoro che ripercorre le radici e i fasti del melodramma italiano.

L'evento nasce dalla sinergia tra Belcanto Italiano e l'Associazione IGNA di Milano, la cui Presidente Lucia Gagliano si distingue per il suo impegno costante nella solidarietà e nel sostegno ai più deboli. Una collaborazione che unisce l'arte e la musica a un profondo spirito di condivisione e umanità.
Una serata imperdibile per chi ama la grande musica, il fascino del belcanto e l'atmosfera raffinata dei salotti culturali milanesi.

Per informazioni e prenotazioni: 344 1655694

mercoledì 11 giugno 2025

Il Belcanto Italiano Duo a Milano con le arie della Contessa delle "Nozze" mozartiane, nello spettacolo su Casanova celebrato nel tricentenario della nascita


A Milano il 12 giugno 2025 il Belcanto Italiano Duo, formato dal soprano Astrea Amaduzzi e dal M° Mattia Peli al pianoforte, eseguirà le arie della Contessa dalle "Nozze di Figaro" mozartiane - "Porgi amor" e "Dove sono i bei momenti", con la cabaletta conclusiva "Ah! se almen la mia costanza" - all'interno del serale spettacolo teatral-musicale intitolato «"Giacomo Casanova" (Memoires) - Nel tricentenario celebrativo della nascita», che avrà luogo presso l'Auditorium Stefano Cerri, con la regia di Paola Pellegrino. 

Vi aspettiamo numerosi!

lunedì 7 aprile 2025

IL MAESTRO GIACOMO PUCCINI AL LAVORO

Il Maestro PUCCINI al lavoro

- IL MAESTRO AL LAVORO -

Appena aveva messo la parola «fine» a un’opera, il Maestro si concedeva un periodo di libertà, e col suo florido aspetto giovanile aveva tutta l’aria di uno studente in vacanza.
Aveva finito l’opera, e si divertiva e si riposava. Si riposava alzandosi presto alla mattina, facendo qualche corsa in automobile, portando a borbottare lungo il lago qualcuno dei suoi canotti a motore, perdendosi per delle mezze giornate alla caccia alle folaghe, e tornando a casa stanco morto. Anche il riposo è un’opinione. Il riposo consiste, quasi sempre, nel fare un lavoro al quale nessuno ci obblighi.
E il pensiero per l’esito dell’opera nuova? E l’ansia per la messa in scena? E l’attesa del giudizio del pubblico che dovrà decidere di qualche anno di lavoro appassionato e ardente? Nulla. Quando aveva scritto l’ultima nota dell’ultima scena, egli abbandonava la nuova creatura al suo destino. Quello che aveva da fare, il Maestro l’aveva fatto: adesso toccava a lei. L’aveva amata troppo intensamente nel periodo della gestazione: ora che l’opera era nata, egli sentiva il bisogno di un po’ di libertà. Ma pensava a ricominciare.
«Io non posso stare senza scriver musica» — mi confessava Puccini — «e siccome non sarei capace di mettermi a scrivere della musica sinfonica, cosi mi metto subito alla ricerca di un’altra opera. E' il mio modo di vivere, di appassionarmi, di esaltarmi, di godere. E penso che la Provvidenza mi aiuti col farmi trovare un «soggetto» simpatico, vibrante, pieno di vita, di commozione, di sentimento, e di umanità, sopratutto di umanità. Ma è un tormento la ricerca d’un libretto!»
Eppure non era il numero che gli mancasse. Ogni mattina, quando sedeva per la colazione, Puccini era sicuro di trovare sulla tavola, oltre alla corrispondenza e ai giornali, almeno un libretto d’opera. Questo nei giorni normali, nelle occasioni solenni i libretti erano due o tre. Puccini li guardava tutti: non li leggeva completamente, perché aveva famiglia e conosceva i doveri di un buon padre, che sono quelli di curare la propria salute, ma li scorreva per vedere se qualcuno avesse un lampo di originalità, una cosa nuova e viva. E lo aspettava quasi sempre una malinconica delusione.
Puccini dava giustamente al libretto una importanza grandissima. Il libretto deve essere limpido, chiaro, evidente, vario di vicenda, interessante: un aiuto al musicista, non soltanto un pretesto. E deve essere sopra tutto teatrale. L’opera lirica non è fatta soltanto di musica, è fatta di episodi commentati, interpretati dalla musica. In questo, Puccini aveva un occhio straordinario: il senso del teatro era in lui rapidissimo e preciso. Un accenno gli bastava a rivelargli una scena, a suscitargli una visione completa. Un movimento di personaggi gli dava immediato lo spunto musicale che sarebbe venuto a colorire la situazione. E allora si metteva a tempestare di osservazioni, di note, di richiami i margini delle pagine, e tramutava il libro in una specie di garbuglio geografico in cui egli solo riusciva a capire qualche cosa. E talvolta non capiva piu nulla neanche lui, preso al laccio dei suoi geroglifici.
Ma prima di scegliere un libretto, quante indecisioni, quanti pensieri, quante riserve! E spesso, quando aveva ben bene deciso e fatto cominciare il lavoro di poesia, lo rifiutava. (...)
Ma quando il libretto veniva scelto in modo definitivo, allora il Maestro vi si metteva con ardore, e cominciava subito col volerlo modificare. Era esigente, imperioso: aveva le sue idee e le voleva far trionfare.
L’ultimo atto della "Bohème", come era stato presentato dai due librettisti, non gli piaceva: egli aveva in mente uno sviluppo musicale che non si intonava col genere di morte che i poeti avevano trovato per Mimì, e lo spiegò. Giacosa disse: «Va bene» e rifece l’atto. Ma Puccini non era contento ancora, e arrossendo domandò una nuova modificazione. Giacosa, gentilissimo e instancabile, gli rifece l’atto per la terza volta. Puccini lo prende, va a casa, si mette a musicarlo: no, non gli viene, non è cosi che egli sente lo strazio di quella morte.
La mattina dopo va da Giulio Ricordi, col viso duro, indeciso fra il desiderio di domandare un’altra modificazione, e la intima coscienza di essere un prodigioso rompiscatole. Finalmente si fa coraggio, e quando Giulio Ricordi sorpreso di vederlo a quell’ora gli domanda: «Cosa c’é di nuovo?» Puccini gli spiega furiosamente in qual modo egli senta quel quarto atto, sicurissimo di sollevare le ire dell’editore, ma deciso a insistere.
Invece Giulio Ricordi lo ascoltò con grande attenzione, e quando il Maestro tacque egli esclamò:
— E giusto! Ha ragione!
E Giacosa gli accomodò l’atto per la quarta volta. Quella povera Mimì prima di morire definitivamente aveva provato tutte le morti possibili.


A Torre del Lago, quando stava per comporre un opera, il Maestro lavorava ogni giorno. Ma senza sforzo: se l’inspirazione non veniva, via! La vita a Torre del Lago era di una calma e di una tranquillità da convento. Puccini vi stava con la moglie e il figlio Tonio. Si alzava tardi, possibilmente, perché lo spettacolo dell’aurora lo avrebbe commosso troppo, e quasi ogni mattina portava a borbottare sul lago qualcuno dei suoi tre canotti a motore, o faceva una corsa in automobile in mezzo alla pineta fino alla marina, poi tornava a colazione, leggeva la corrispondenza, sfogliava i giornali, e si preparava dinanzi una sull’altra le lettere alle quali doveva rispondere. Perché Puccini era in questo di una regolarità impressionante: ogni giorno si allineavano sul suo tavolo le lettere per la risposta. Poi magari rimanevano li per mesi, per anni forse, ma questo non aveva importanza: la regolarità c’era.
Nel pomeriggio, se aveva voglia, dopo d’essere stato a caccia si metteva al piano a comporre. Ma il maggior lavoro lo compiva nelle ore tranquille quando gli altri dormivano. Alla sera, dalle dieci all’una o alle due dopo mezzanotte, egli si metteva al piano con dinanzi una immensa provvista di caffé e di sigarette, con una gran matita e dei grandi fogli di carta rigata dinanzi, e tormentava nervosamente la tastiera cavandone trilli di letizia, e larghi sospiri di tristezza, e spasimi d’amore, e vampate di ribellione, e un gocciolar di note stanche che sembravano spremute da occhi di pianto.
A volte il suono non rispondeva all’espressione che il Maestro domandava alla musica. E le mani picchiettavano inquiete, e lo stesso ritmo svariava nervoso sotto al tentativo, in cerca di un accento che non trovava la sua via. Allora, nel silenzio, dalla granda stanza a terreno in riva al lago quella cascata di note si diffondeva per le finestre aperte sulla strada del paesino, si spandeva nella notte, giungeva alle case intorno: e qualche giorno dopo, andando in giro, il Maestro sentiva canticchiare da un monello o da qualche fresca ragazza toscana un accenno, uno spunto dell’opera ancora non nata.
Cosi per le strade di Torre del Lago si cantarellava la musica di Puccini senza che nessuno ne avesse udito le opere a teatro. Il suo primo successo popolare cominciava con questo contrabbando innocente.
Questo in primavera, in estate, in autunno. All’inverno invece, quando non era chiamato in giro per il mondo da qualche sua opera nuova o da qualche ripresa importante, capitava a Milano per andare a teatro, fare i conti con l’editore, passeggiare in Galleria, e prendere qualche raffreddore. E anche per lavorare, ma senza impegno.
Nel suo appartamento al secondo piano di via Giuseppe Verdi, nel vasto salotto da lavoro, sotto il ritratto del bisavolo creatore della dinastia dei Puccini, fra un piano con la coda enorme, un tavolo dolorante sotto al peso della musica, e dei fogli di carta spettacolosi, il maestro attendeva specialmente al lavoro di strumentazione.
Aveva dinanzi a sé, sul leggìo, la prima bozza dello spartito, tempestata di segni, di note schiacciate come mosche sbattute sopra la carta mortifera, di richiami, di pezzetti di carta incollati, di avvertenze. Aveva di fianco il libretto, anch’esso lardellato di appunti, di striscioni, di segni fantastici, spaventosi, intraducibili talvolta anche per il Maestro, il quale di quando in quando vi si fermava, guardava, scrutava, tentava, tormentato:
— O che diavolo ho voluto scrivere, qui?
Poi, di colpo, riprendeva: le mani correvano sulla tastiera che rispondeva alla carezza con dei gridetti, dei suoni, dei trilli. E allora, a poco a poco, o di furia, nervosamente, le immense pagine della partitura si andavan popolando di bollicine nere, d’archi, di punti, di chiavi, d’accidenti. Ma tutto cio senza regola, tra il fumo di una sigaretta, un sorso di te, una giravolta sullo scanno per fermarsi a guardar la luce fuori dalla finestra, un occhiata al giornale, a una rivista di caccia, qualche buffetto al gilé brinato dalla cenere della sigaretta. Poi, musica!
La scrittura musicale di Puccini era atroce. All’annunzio di una sua opera nuova, era in tutti gli appassionati un fervore di lieta attesa. Ma v'erano a Milano alcune famiglie che tremavano: le famiglie dei copisti che dalla partitura del Maestro dovevano rilevare le note.
Per comprendere questo terrore bisogna vedere le pagine che uscivano dalle mani di Puccini. Tremende.

(da: Arnaldo Fraccaroli - LA VITA DI GIACOMO PUCCINI - Milano, Ricordi 1925) 


venerdì 4 ottobre 2024

Grande Concerto di Belcanto Italiano 'La vergine degli angeli' a Milano, nella Basilica dei Santi Nereo e Achilleo


Un concerto di ampio respiro, nella grande Basilica dei Santi Nereo e Achilleo in Viale Argonne a Milano, presentato dal Festival Internazionale Itinerante di Belcanto Italiano e dalla Corale Monzese, la partecipazione di solisti e coristi provenienti da Italia e Stati Uniti, la direzione di Filippo Dadone, la "voce del belcanto" del soprano Astrea Amaduzzi, maestra internazionale di tecnica vocale, e il raffinato accompagnamento pianistico del M° Mattia Peli: questi i numeri e le esclusive caratteristiche che rendono l'evento un appuntamento a cui non mancare.
Domenica 6 ottobre 2024, alle ore 20.45, la città di Milano ospiterà dunque il concerto che preparerà, con tanta bellezza, alla festività del giorno successivo, dedicato alla Madonna del Rosario. Il grande concerto, ad ingresso libero, con il sostegno della Fondazione Mercadante, prende infatti il nome da quest'idea squisitamente sacra che sarà il motivo conduttore ideale dell'espressione artistica musicale.

Degna di nota è la partecipazione del soprano drammatico statunitense Eva Sun, dalla voce che possiede sorprendenti e originali similitudini callassiane, allieva dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano, così come quello del soprano Nadia Bugo, del tenore Mauro Dell'Orto e del basso Sandro Eria, membri della storica Corale Monzese, cornice armonica incantevole per le voci soliste.
Il programma musicale propone al pubblico milanese arie solistiche e brani sacri per solisti e coro ed operistici d'ispirazione sacra (come quelli scelti per l'occasione da "Mosè in Egitto", "La forza del destino", "Edgar" e "Cavalleria rusticana") composti nel Settecento da Vivaldi, Joh.Ch. Bach, Mozart, nella prima parte, e nell'Ottocento da Rossini, Mercadante, Verdi, Mascagni e Puccini, nella seconda parte, offrendo agli ascoltatori una notevole varietà di stili compositivi in un emozionante viaggio dal Barocco al Verismo ricco di melodie cantabili come di virtuosistiche 'colorature'.

Il Festival Itinerante poi, proseguirà il suo cammino con "Cavalleria Rusticana" e "Puccini Celebration", il 12 ottobre 2024 all'Auditorium "Sala Maddalena" di Monza: doppio appuntamento, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario del celebre soprano Gemma Bellincioni che fu la prima interprete di Santuzza, nata appunto a Monza, che porta sempre la firma del marchio Belcanto Italiano in collaborazione con la storica Corale Monzese.
Va sottolineato l'impegno di quest'ultima: La Corale infatti fondata nel 1888, quando Verdi era ancora attivo e la "Cavalleria Rusticana" non era ancora stata composta e Giacomo Puccini scriveva la deliziosa romanza "Sole e amore" che diverrà otto anni dopo il tema del famoso quartetto della "Bohème" pucciniana. La Corale Monzese fin dagli esordi seguì con fervore le opere ed i grandi successi dei musicisti e dei compositori dell’epoca, e tutt'oggi, assieme al lavoro dei membri di Belcanto Italiano, è un motore di diffusione dell'arte lirica italiana nel mondo.

sabato 24 agosto 2024

Thomas Edison ed il Fonografo - Milano 1889

Thomas Edison ed il Fonografo - IL TEATRO ILLUSTRATO, settembre 1889



EDISON ED IL FONOGRAFO

(...) Una delle ultime miracolose invenzioni di questo mago è il "Fonografo", del quale presentiamo il disegno unitamente al ritratto del suo immortale inventore: un fonografo che canta, parla, come solo l'uomo dovrebbe poter fare.
Con esso nulla di più semplice che il registrare a Bayreuth le opere, per esempio, di Wagner e di farci assistere dopo, qui in Milano, alle rappresentazioni del "Tristano" o del "Parsifal".
Noi siamo accorsi agli esperimenti dati nel ridotto della Scala.
Una cassetta contenente l'apparecchio e due pile erano disposte su d'un tavolo nel centro della sala.
Tutto intorno gli invitati aspettavano ansiosi che dal fonografo uscissero le voci e il suono che sono, per così dire, immagazzinati nel rocchetto. Un giovane ingegnere americano aveva applicato tale rocchetto all'apparecchio, e, messo questo in movimento per mezzo d'un congegno d'orologeria, ecco diffondersi per la vasta sala le prime note della "marcia reale".
La prima impressione, per quanto aspettata, è di viva sorpresa: anche i tecnici non possono fare a meno di rimanerne colpiti.

Dal fonografo uscì poi l'inno di Garibaldi, e successivamente, la voce dei più noti cantanti e dei più celebri oratori.
I canti popolari e le canzoni patriottiche uscivano dal magico corno con una freschezza e una efficacia tali da supporre vicina una fanfara che intonasse quei noti motivi.
La voce di Kaschmann, il celebre baritono, risuonò così gagliarda che per poco non sorse fra gli astanti un caloroso applauso come già fra il pubblico di Londra, allorchè udiva dalla bocca stessa dell'artista quelle note che il fonografo aveva raccolte per ripeterle a piacimento.
Levato il corno e applicata al suo posto una cannula di gomma ramificata, le cui estremità terminavano in due globetti simili a quelli della luce elettrica, le vibrazioni erano tali da chiedersi se i suonatori e i cantanti non fossero nascosti lì vicino.


L'ingegnere Copello invitò poi i presenti a parlare presso l'apparecchio, per udir poi ripetute le frasi, e il sindaco Negri pronunciò queste parole:
"Milano in questo giorno manda un addio riverente alla memoria di Benedetto Cairoli. —Saluta in lui l'uomo illustre che ha onorato l'Italia colla fede indomabile e col coraggio più indomabile ancora. Milano riverente manda un saluto a Cairoli, ai suoi fratelli e all'eroica madre loro."
Poi aggiunse: "Davanti al fonografo non è più sostenibile il detto antico: 'verba volant scripta manent', perchè la parola rimane imprigionata al volo ed è fissata per sempre. È sperabile che fra i vantaggi che produrrà il fonografo possa esservi quello di render più caute le donne."
Il discorsetto sindacale fu ripetuto parecchie volte dal fonografo, cosicchè non abbiamo durato fatica a tenerlo a mente.

Ecco ora una breve descrizione del fonografo:

Una molla è collegata ad una lamina vibrante in guisa che tutte le vibrazioni di una vicina piastra vengono immediatamente e simultaneamente riprodotte da uno stiletto e, reciprocamente, tutti i movimenti dello stiletto vengono riprodotti dalla piastrina. Questi tre organi si possono avvicinare quanto basta, poichè lo stiletto tocchi il cilindro, senza però che eserciti su di esso veruna pressione. Sul cilindro si adatta un sottilissimo foglio di stagno.
Quando si parla nell'imboccatura del fonografo, la piastrina vibra sotto l'azione delle onde sonore che escono dalla bocca; lo stile, che fa corpo con essa, vibra simultaneamente all'emissione della voce, e per conseguenza trovasi animato da una specie di tremolio.
Ogni volta che si appoggia sulla foglia di stagno, sebbene questa pressione sia debolissima, lascia sopra di essa una leggiera traccia. Ora, se parlano, si agisce sulla manovella per far girare il cilindro, lo stiletto seguirà forzatamente l'elica del cilindro e traccerà consecutivamente delle solcature, le quali saranno la rappresentazione grafica dei suoni emessi nell'imboccatura dell'istrumento, siano poi queste parole o note musicali, poco importa.
In conseguenza di ciò, la frase qualsiasi pronunciata nella imboccatura, si troverà impressa sulla foglia di stagno; il fonografo dunque registra le vibrazioni che agiscono sopra di esso. Questa è la prima operazione.
Per fargli ripetere quante volte si voglia la frase o le frasi registrate, basta far vibrare la piastrina, esattamente come vibrò sotto l'azione delle onde sonore che ricevette.
Allontanando lo stiletto dal cilindro, si riconduce quest'ultimo al suo punto di partenza, girando la manovella in senso contrario; poscia si riavvicina lo stiletto in guisa che possa seguire esattamente le traccie che ha lasciato, e si gira la manovella nel senso voluto perchè lo stilo segua di nuovo il cammino percorso nell'atto dell'emissione dei suoni; lo stiletto stesso ripassando sulle proprie traccie, effettuerà i movimenti della prima operazione, questi saranno comunicati alla piastra vibrante, e le onde sonore generate dalle sue vibrazioni riprodurranno i suoni emessi e registrati sulla foglia di stagno.
Vero miracolo della scienza!

(da: "IL TEATRO ILLUSTRATO", settembre 1889) 

 



Giuseppe Kaschmann è probabilmente il baritono in assoluto più versatile tra quelli esistiti. Egli cantò diversi ruoli al Metropolitan, tra i quali Enrico, il Conte di Luna, Sir Riccardo Forth, Telramund, Don Giovanni, Valentin, Hamlet, Comte de Saint Bris, Kurwenal, Wolfram, Amonasro, Wotan e Rigoletto.


0:00 "O de verd'anni miei" (Ernani, 1903)
3:09 "Carlo che sol il nostro amore" (Don Carlo, 1903)
5:47 "Credo in un dio crudel" (Otello, 1903)
9:30 "O vin, discaccia la tristezza" (Hamlet, 1903)
12:58 Serenata (I Medici, 1903)
15:49 "Ah mon remords" (Dinorah, 1910)
21:26 "Credo in un dio crudel" (Otello, 1910)

 



domenica 9 giugno 2024

"PUCCINI CELEBRATION" con il 'Belcanto Italiano Duo' a Milano - 17 maggio 2024

"PUCCINI CELEBRATION" con il 'Belcanto Italiano Duo' a Milano - 17 maggio 2024

Bellissima "PUCCINI CELEBRATION", quella di venerdì pomeriggio 17 maggio 2024 a Milano, con un programma musicale meno lungo del consueto, ma ancor più intenso ed espressivo del solito, che è assai piaciuto agli ascoltatori e in alcuni brani addirittura ha commosso i 'cuori sensibili'...


Puccini - Preludio (dall'opera-ballo "Le villi", 1883) - Mattia Peli, pianoforte solo

Puccini - "Sole e Amore" (1888, tema del Quartetto de "La Bohème") - 

Astrea Amaduzzi, soprano

Puccini - 'Piccolo Valzer' - Mattia Peli, pianoforte solo (tema di Musetta "Quando me'n vo'" de "La Bohème", 1894)

Puccini - "Ancora un passo or via" (aria di Cio-Cio-San, da "Madama Butterfly", 1904) - Astrea Amaduzzi, soprano

Puccini - Coro 'a bocca chiusa' (finale dell'Atto II di "Madama Butterfly", 1904) - 

Astrea Amaduzzi, soprano

Puccini - 'Intermezzo' introduttivo all'atto III (da "Madama Butterfly", 1904) - 

Mattia Peli, pianoforte solo

Puccini - "Che tua madre dovrà" (dall'atto II di "Madama Butterfly", 1904) - 

Astrea Amaduzzi, soprano

Puccini - "Terra e mare" (1902) - Astrea Amaduzzi, soprano

Puccini - Preludio all'atto III (da "La rondine", 1920-21) - 

Mattia Peli, pianoforte solo

Puccini - "Chi il bel sogno di Doretta" (da "La rondine", 1917) - 

Astrea Amaduzzi, soprano

Ci vediamo al prossimo concerto del Belcanto Italiano Duo!



mercoledì 7 febbraio 2024

Alberto Veronesi interviene contro le regie moderne -in difesa dell'Opera lirica- nel concerto di Belcanto Italiano - Milano, 12 dicembre 2023

Alberto Veronesi interviene contro le regie moderne - in difesa dell'Opera lirica - nel concerto di Belcanto Italiano del 12 dicembre 2023 al Circolo Alessandro Volta di Milano

Alberto Veronesi, direttore d'orchestra e grande pucciniano, interviene (dal minuto 9.03 del video) contro le regie moderne - in difesa dell'Opera lirica - nel concerto di Belcanto Italiano a Milano, live 12 dicembre 2023, all'interno della serata organizzata da Lucia Gagliano, presidente dell'associazione Igna di Milano presso il Circolo Alessandro Volta.

Durante la serata musicale il Belcanto Italiano Duo, formato dal soprano Astrea Amaduzzi e dal M° Mattia Peli al pianoforte, e il baritono Pier Zordan hanno eseguito "Non più andrai farfallone amoroso" (da "Le nozze di Figaro" di Mozart), "Il vecchiotto cerca moglie" (da "Il barbiere di Siviglia" di Rossini), "Udite, o rustici" (da "L'elisir d'amore" di Donizetti), il Duetto "Come s'en va contento, Quanto amore" (da "L'elisir d'amore" di Donizetti), la Tarantella della Malibran "No chiù lo Guarracino", "Donde lieta uscì" (da "La bohème" di Puccini), con speciale dedica al M° Veronesi, "Bella siccome un angelo" (dal "Don Pasquale" di Donizetti), il Cantique de Noël ("Minuit, chrétiens") di Adam e, come bis 'a sorpresa', l'aria di Sofia "Ah, donate il caro sposo" da "Il signor Bruschino" di Rossini.

VEDI IL VIDEO - A.Veronesi interviene contro le regie moderne-in difesa dell'Opera-nel concerto di Belcanto Italiano 

Veronesi: "Quando io vedo che tu utilizzi Puccini e addirittura riscrivi la trama... che è una cosa che non ha nessun senso, è come fare i baffi sulla Gioconda, ma perché lo devi fare? Al San Carlo sabato è andata in scena un'opera dove nella Turandot era cambiata la storia, non era più la Cina antica, era in Toscana in un ospedale con un incidente di automobile, uno che sognava... ma che cosa c'entra questo con Puccini?
E poi soprattutto perché devi spendere milioni di euro degli italiani, di fondi pubblici? Perché uno se lo fa con i fondi privati fa quello che vuole, ma non coi soldi degli italiani, farsi queste cose dove tu distruggi l'Opera: io voglio sapere quei ragazzi che magari sono andati a vederla cosa hanno capito di un'opera, di una cosa fatta di un incidente, poi di uno che sognava perché era in coma, poi... cosa capisce di Turandot una persona del genere?
"!!!

Leggi anche la 'lettera aperta al M° Veronesi' del soprano Amaduzzi : https://alessandria.today/2023/07/29/lettera-aperta-al-maestro-alberto-veronesi-il-video/

sabato 3 dicembre 2022

Torna a Milano, con il Concerto di Sant'Ambrogio, il Festival Internazionale 'itinerante' di Belcanto Italiano

Il Festival Internazionale 'itinerante' di Belcanto Italiano torna a Milano con il Concerto di Sant'Ambrogio

A Milano, nella Basilica dei Santi Nereo e Achilleo, martedì 6 dicembre 2022, si avrà l'occasione di ascoltare, alle ore 21.00, un grande concerto internazionale: la serata musicale sarà dedicata principalmente ai capolavori della musica sacra del Sette e Ottocento, nelle ultime ore della giornata in cui tradizionalmente, secondo il calendario, si festeggia "San Nicola, vescovo di Mira", e in prossimità del giorno dell'anno in cui si ricorda che, grazie ai milanesi, il 7 dicembre 374, Ambrogio venne dichiarato vescovo della città.

Il concerto racchiude in sé una triplice motivazione che merita d'esser qui spiegata: oltre a voler essere un annuncio delle imminenti festività natalizie, è anche un richiamo come detto alla ricorrenza ambrosiana così sentita a Milano; ed infine, ma non per ultimo, si vuole festeggiare la conclusione dei lavori di decorazione della chiesa ad opera del pittore rumeno Iulian Rosu (presente in foto, nella locandina dell'evento).

Come osserva lo scrittore Luca Frigerio: "L'imponente mole della basilica dei Santi Nereo e Achilleo domina il contesto urbano attorno a viale Argonne, ben visibile anche dalla tangenziale. Quando venne eretta, durante l'episcopato del cardinal Schuster e alla vigilia del secondo conflitto mondiale (...) doveva animare il nuovo quartiere alla periferia orientale di Milano. (...) Il parroco milanese e l'artista rumeno Iulian Rosu si sono trovati subito in piena sintonia nel realizzare il nuovo progetto: due cicli pittorici (ognuno con sei scene), dedicati a illustrare le pagine evangeliche del tempo d'Avvento e del tempo di Quaresima, secondo il rito ambrosiano. Si tratta dunque di grandi icone (ognuna, infatti, misura circa sei metri di base per quattro d'altezza), dipinte – anche se in questo caso bisognerebbe dire 'scritte' – con colori naturali (all'uovo e con leganti animali) su uno speciale supporto, costituito dalla tela e da una lamina di legno.
E tuttavia queste opere sono anche qualcosa di diverso, rispetto all'icona tradizionale. Rosu, infatti, è uno specialista dell'affresco, e pur non avendo potuto utilizzare questa tecnica nella basilica di viale Argonne ha voluto introdurre in questi suoi lavori di ampio respiro il dinamismo, l'immediatezza e la vivacità della pittura murale. Proprio il modo in cui nascono queste opere, inoltre, rivela la profonda intesa che si è instaurata tra il committente e l'artista. Iulian, infatti, non prepara dei bozzetti o dei disegni preliminari del soggetto prescelto, ma crea la scena direttamente sul pannello, secondo la sua sensibilità e in base alla sua esperienza nel campo dell'arte sacra, lavorando però in un continuo confronto con don Gianluigi.
Il pittore e il teologo, così, contribuiscono davvero insieme a dare vita ai brani dei Vangeli. Con un'attenzione catechetica (recuperando in pieno il valore delle immagini come Biblia pauperum), come pure del simbolo e del gesto. Un grande progetto artistico e culturale, insomma, che ha anche una forte valenza ecumenica. Che non è del resto una novità, per la diocesi ambrosiana, da sempre ponte, per volontà del suo santo patrono Ambrogio, fra Oriente e Occidente. E dove, è lo stesso Iulian Rosu a ricordarcelo, ancor oggi esiste un patrimonio eccezionale come quello di Castelseprio: un ciclo di affreschi di straordinaria bellezza, realizzati tra il VII e il IX secolo da maestri bizantini chiamati a lavorare, e a dialogare, in terra lombarda.".

Interpreti d'eccezione sono i concertisti e docenti internazionali Astrea Amaduzzi, soprano lirico belcantista, ed il M° Mattia Peli, all'organo, ai quali si affiancheranno alcuni allievi dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano di Alessandria: i soprani Arianna Richeldi (Italia), Angela Floccari (Italia) e Irene Aramburo (Messico), il tenore Wilmer García (Venezuela), il baritono Davide Mazza Spantigati (Italia) ed il basso Pier Luigi Melis (Italia).

Nel ricco programma - che inizierà con il bellissimo "Laudate Dominum" mozartiano per soprano solista e coro, come dedica musicale alla Basilica che reca scritto al suo ingresso proprio l'incipit del Salmo 117 in latino - sono previste sia arie solistiche, diverse delle quali 'mariane', che brani d'assieme, di von Bingen, Durante, Vivaldi, Handel, Haydn, Mozart, Rossini, Mercadante, Verdi, Adam, Gounod, Fauré e Wolf, tratti dal repertorio di musica sacra e da quello operistico d'ispirazione sacra.
Saranno alternati brani 'famosi' cantabili, come "La vergine degli angeli" dalla verdiana "Forza del destino", e di virtuosistica coloratura, come il "Rejoice" dal "Messiah" di Handel, a pezzi di rara esecuzione, tra cui spiccano l' "Ave Maria" di Verdi, volgarizzata da Dante, del 1880, ma anche il Lied "Schlafendes Jesuskind" di Wolf, composto su ispirazione di una incisione del pittore bolognese Francesco Albani, "Ego dormio et cor meum vigilat. Gesù Bambino dormiente sulla croce", trovato dal compositore austriaco in un libro sui pittori rinascimentali.
Non poteva naturalmente mancare, per l'occasione, una 'dedica speciale' a San Nicola che verrà ricordato in musica con il toccante brano corale "Sanctus", dalla "Missa in honorem Sancti Nicolai" di Haydn.

Ingresso libero – Info e prenotazioni (Tel./WhatsApp) 347.5853253

domenica 26 giugno 2022

L'universo del canto lirico: tecnica e stile - Incontro internazionale di Belcanto Italiano a Milano

"L'universo del canto lirico", tecnica e stile - Meeting di Belcanto Italiano - Milano, 1 luglio 2022

"L'UNIVERSO DEL CANTO LIRICO"
- TECNICA E STILE -

Milano, 1° luglio 2022

Incontro con i fondatori di Belcanto Italiano

Esempi pratici, audizione dei partecipanti, quesiti, curiosità, e ascolti di grandi cantanti da grammofono e dischi a 78 giri originali

Conducono
il M° Astrea Amaduzzi, soprano ed esperta di tecnica vocale,
il M° Mattia Peli, direttore d'orchestra, pianista, preparatore vocale ed esperto di storia del canto lirico,
ospite del meeting il M° Wilmer Garcia, tenore e maestro di coro

L'incontro si terrà a Milano, nella Sala del Coro della Corte, in Via Balsamo Crivelli n. 5, a partire dalle ore 19,45.
La prenotazione obbligatoria, (sia per partecipare in sede  che per assistere alla diretta mondiale trasmessa via Zoom), si effettua scrivendo il proprio nome, cognome, registro vocale e indirizzo di posta elettronica, tramiteWhatsApp, al n. 347.58.53.253 

E' un'iniziativa 'congiunta' dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano di Alessandria e del Festival internazionale "itinerante" di Belcanto Italiano

venerdì 10 giugno 2022

Arriva a Milano il Rigoletto del Festival Internazionale itinerante di Belcanto Italiano

"Rigoletto" di Verdi a Milano, con la Compagnia lirica internazionale di Belcanto Italiano - 10 giugno 2022

Il Festival Internazionale itinerante di Belcanto Italiano, dopo i successi operistici ad Alessandria ed Asti, approda a Milano con la messa in scena, in selezione, del "Rigoletto" di Verdi.
L'allestimento, a cura dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano, alla Sala del Coro della Corte, in via Balsamo Crivelli, 5 - venerdì 10 giugno 2022, alle ore 19.30 - vede arrivare cantanti professionisti e studenti di canto da ogni parte del mondo: e tutti insieme daranno nuova vita ai personaggi verdiani.

Rigoletto è il celebre personaggio protagonista che dà il nome all'opera di Verdi; è un personaggio inventato ispirato al buffone Triboulet, il personaggio di Victor Hugo nel suo dramma "Le Roi s'amuse". Il buffone francese è stato però un personaggio realmente esistito. Si trattava difatti di Nicolas Ferrial, nato a Blois nel 1479, che fu prima a servizio di re Luigi XII e poi di Francesco I di Valois; la sua morte è ipotizzata da fonti enciclopediche al 1536.

La lettura della Compagnia Lirica di Belcanto Italiano sarà essenziale, ma condotta nella ricerca dell'altissima qualità che il capolavoro del 'cigno di Busseto' esige. I docenti di Belcanto Italiano, difatti, hanno compiuto durante l'anno accademico un incessante lavoro di ricerca per una riscoperta "filologica" della scrittura verdiana, sia con gli allievi che con i professionisti.
Questi gli interpreti della serata: Il Duca di Mantova, Eero Lasorla (Finlandia) - Rigoletto, Pier Zordan (Italia) - Gilda, Astrea Amaduzzi (Italia) - Sparafucile, Emmanuel Fullerton (Nicaragua) - Maddalena, la Contessa di Ceprano, Giovanna e Un paggio della Duchessa, Arianna Richeldi (Italia) - Il Conte di Monterone, Seoungnam Ryu (Corea del Sud) - Marullo, Davide Spantigati (Italia) - Matteo Borsa, Martin Bareš (Repubblica Ceca) - Il Conte di Ceprano, Pier Luigi Melis (Italia) - Un usciere di Corte, Andrea Torciere (Italia) - Maestro al Pianoforte e Direttore musicale, Mattia Peli (Italia)

La regia e i costumi sono della Compagnia lirica internazionale di Belcanto Italiano, diretta dal soprano e maestra di canto Astrea Amaduzzi; l'ingresso a offerta libera è con prenotazione obbligatoria, via telefono o WhatsApp, al numero 3475853253

martedì 3 maggio 2022

"EXSULTATE, JUBILATE", Concerto di musica sacra a Milano l'8 maggio per il 'Festival internazionale itinerante di Belcanto Italiano'

Il Festival Internazionale 'itinerante' di Belcanto Italiano a Milano, con il Concerto "EXSULTATE, JUBILATE" - 8 maggio 2022

8 maggio 2022: alle ore 20.30, nella basilica milanese dei Santi Achilleo e Nereo, in viale Argonne 56, approda il Festival internazionale itinerante di Belcanto Italiano. Un viaggio musicale straordinario non solo per l'alta qualità che viene proposta, ma anche per la sua caratteristica unica che lo vede vivere, appunto "in itinere" tra varie regioni d'Italia e diverse nazioni all'estero.
Per il concerto di domenica sera si 'incontreranno' allievi e maestri dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano eseguendo per il pubblico del capoluogo lombardo musiche di Pergolesi, Vivaldi, Durante, Bach, Haydn, Mozart, Schubert, Rossini, Donizetti e Verdi.

Aprirà il concerto l'esecuzione integrale del Mottetto "Exsultate, Jubilate" concepito e scritto a Milano da un Mozart diciassettenne per essere eseguito nella stessa città nel gennaio del 1773 dal castrato marchigiano Venanzio Rauzzini.
Così, a quasi 250 anni di distanza, questa musica sgorga freschissima in apertura di un concerto che prende nome dal Mottetto stesso: in un momento che sembra non avere fine, tormentato da guerre e angosce collettive, si può  ascoltare una voce di speranza che non solo consiglia, ma impone con gioia la meraviglia dell'Arte.
La musica del giovanissimo compositore salisburghese, arriva a noi come un antico messaggio in bottiglia, incurante delle tempeste passate, presenti e future: il genio della soavità in musica, assieme agli altri compositori che saranno eseguiti in questa serata musicale a tinte primaverili, vince ancora una volta.

I solisti, Allievi dell'Accademia Nazionale di Belcanto Italiano, sono Arianna Richeldi, soprano (Italia), Charlotte Fenudi, mezzosoprano (Germania), Vizsnyai Ferencz-Botond, tenore (Romania), Gabriel Goebel, baritono (Germania) e Pier Luigi Melis, basso (Italia), ed i Maestri Astrea Amaduzzi, soprano lirico di coloratura (Italia) e Mattia Peli, pianoforte (Italia), con la partecipazione del trombonista Luigi Bagnato (Italia) e l'accompagnamento del coro diretto dal M° Yutaka Tabata (Giappone).

Nel ricco ed interessante programma, nel quale si alterneranno musiche sacre a musiche operistiche d'ispirazione sacra, oltre a una scelta di bellissime arie e duetti spiccano all'occhio i quartetti "Tuba mirum", dal Requiem mozartiano, ed il celebre "Dal tuo stellato soglio" del Mosè di Rossini.

Ingresso libero fino a esaurimento posti - Info e prenotazioni (Tel./WhatsApp) 347.5853253

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PROGRAMMA

- I parte -

Mozart - Exsultate, jubilate (mottetto composto ed eseguito per la prima volta a Milano nel 1773) -
Exsultate, jubilate - Fulget amica dies (rec.) - Tu virginum corona - Alleluja

Vivaldi - Quia respexit (dal "Magnificat") - 1717 ca.

Pergolesi - Stabat Mater (duetto dallo "Stabat Mater") - 1735

Durante - Vergin, tutto amor, o madre di bontade (preghiera su melodia apparsa nei 'Solfèges d'Italie' del 1772)

Bellini - Salve regina - 1818

Schubert - Ave Maria (su testo latino) - 1825

Verdi - La vergine degli angeli (da "La forza del destino") - 1862

- II parte -

Mozart - Tuba mirum (quartetto dal "Requiem") - 1791

Bellini - Angiol di pace (duetto, preghiera dalla "Beatrice di Tenda") - 1833

Bach - Et in Spiritum sanctum Dominum (dalla "Messa" in si minore) - 1748-49

Donizetti - Di quai soavi lagrime (da "Poliuto, o sia I Martiri") - 1838
 
Haydn - In manus tuas Domine commendo spiritum meum - Il Terremoto (da "Le sette ultime parole di Gesù sulla croce") - 1787

Rossini - Laudamus te (dalla "Messa di gloria") - 1820

Rossini - Agnus Dei (dalla "Petite messe solennelle") - 1863

Rossini - Dal tuo stellato soglio (quartetto dal "Mosè") - 1818

Programma Concerto "Exsultate, jubilate"

giovedì 7 ottobre 2021

Belcanto Italiano a Milano

Masterclass di canto lirico a Milano con il soprano Astrea Amaduzzi ed il M° Mattia Peli, fondatori di Belcanto Italiano

Una giornata di studio approfondito sulla voce lirica: ci vediamo nel capoluogo lombardo il giorno 11 ottobre 2021, nel segno della qualità internazionale di Belcanto Italiano ® con il soprano Astrea Amaduzzi ed il M° Mattia Peli. 

Prenotazione obbligatoria. Informazioni e prenotazioni: (Tel./WhatsApp) (+39)3475853253