martedì 2 giugno 2026

A Viareggio si inaugura la mostra pucciniana 'Turandot. A Pechino al tempo delle fiabe'

Locandina Mostra 'TURANDOT - A Pechino al tempo delle fiabe' - Misericordia di Viareggio, inaugurazione 7 giugno 2026


Dal 7 giugno al 20 settembre 2026 la Misericordia di Viareggio ospiterà la mostra “Turandot. A Pechino al tempo delle fiabe”, un percorso espositivo dedicato all’immaginario orientale che accompagna l’ultimo capolavoro incompiuto di Giacomo Puccini.
La mostra, che verrà inaugurata domenica 7 giugno alle ore 18.00, intende ricostruire il clima figurativo, teatrale e culturale nel quale prende forma "Turandot", opera estrema e visionaria, sospesa tra fiaba, esotismo, decorazione e modernità. Il percorso propone un dialogo tra arte, costume, scenografia e memoria storica, restituendo al pubblico le suggestioni che alimentarono una delle più celebri immagini d’Oriente del teatro musicale novecentesco.

Al centro dell’esposizione sarà presentato il prezioso abito indossato dal soprano drammatico Gina Cigna nella memorabile produzione di "Turandot" del 1940 al Maggio Musicale Fiorentino. Il costume rimanda ad un allestimento di particolare rilievo storico, nel quale Umberto Brunelleschi riprese i bozzetti da lui concepiti tra il 1924 e il 1926, assumendo per l’occasione anche il ruolo di scenografo. L’abito si offre così come testimonianza di straordinario valore della fortuna visiva di "Turandot", testimonianza di invenzione fiabesca, gusto esotico e raffinatezza déco.
Accanto a questo nucleo centrale, la mostra presenterà per la prima volta alcuni preziosi cimeli riportati dal Siam da Galileo Chini, esposti per gentile concessione della nipote Paola Chini. Nel 1911 Chini fu chiamato in Oriente per decorare la Sala del Trono; al suo ritorno portò con sé oggetti, immagini e testimonianze che avrebbero contribuito a nutrire quell’universo visivo destinato a lasciare una traccia profonda nell’arte, nella scenografia e nel teatro italiano del Novecento.
Tra i materiali esposti figurano uno strumento musicale, porcellane, un vassoio intarsiato in abalone, statue lignee del Buddha e fotografie d’epoca. Oggetti rari e suggestivi, capaci di evocare un Oriente filtrato dallo sguardo europeo, ma anche di documentare il rapporto diretto tra esperienza di viaggio, collezionismo, arti applicate e invenzione scenica. Gli oggetti orientali riportati dal Siam da Galileo Chini migrarono nel repertorio del celebre decoratore attraverso il filtro di un modernismo nutrito di stilemi neorinascimentali. Da semplici testimonianze di viaggio essi divennero matrici figurative, depositi di forme, materiali e suggestioni destinati a concorrere alla genesi estetica dell’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, "Turandot".

La mostra, curata da Mauro Pardini, sarà accompagnata da una speciale 'colonna sonora' nella quale il M° Mattia Peli presenta, incisi al pianoforte Bechstein di Puccini, i principali temi e momenti musicali dei tre atti di "Turandot", portando il pubblico ad 'immaginare' il Cigno di Lucca stesso al pianoforte nell’atto di comporre il suo ultimo capolavoro operistico. In occasione dell’inaugurazione, poi, alle ore 20.00 il Belcanto Italiano Duo, formato dal soprano lirico Astrea Amaduzzi e dal M° Peli al pianoforte, interpreterà dal vivo le tre arie di Liù, "Signore, ascolta!", "Tanto amore segreto" e "Tu, che di gel sei cinta" ed altre arie pucciniane sopranili, dando vita, durante la visione della mostra, a uno speciale 'momento musicale' concertistico.

L'esposizione restituisce così la ricchezza di un immaginario che, attraverso Puccini, Chini e Brunelleschi, entra nel cuore della modernità europea. Testimonianze materiali, memoria teatrale e visioni scenografiche concorrono a ricostruire l’origine di una figurazione esotica destinata a segnare profondamente l’arte, il costume e il teatro del Novecento.
“Turandot. A Pechino al tempo delle fiabe” sarà visitabile alla Misericordia di Viareggio sino al 20 settembre 2026.

domenica 18 gennaio 2026

A grande richiesta si replica a Ravenna "IO SONO ROSSINI, fra pentagrammi e pentole", spettacolo ideato da Marina Mammarella, con gli 'Archi Ravegnani', Belcanto Italiano ed Alessandro Braga

23 gennaio 2026: torna a Ravenna "IO SONO ROSSINI, fra pentagrammi e pentole", spettacolo ideato da Marina Mammarella, con l'orchestra 'Archi Ravegnani', Belcanto Italiano ed Alessandro Braga

Dopo il clamoroso successo e il tutto esaurito della prima rappresentazione avvenuta il 5 dicembre scorso, lo spettacolo "IO SONO ROSSINI" torna in scena a Ravenna con una replica straordinaria il 23 gennaio 2026, alle ore 21.30, nella suggestiva cornice del Mama's Club. Il grande consenso del pubblico ha confermato l'originalità di una "ricetta" che è risultata essere particolarmente apprezzata per la sua capacità di saper fondere mirabilmente musica dal vivo, teatro e raffinati assaggi gastronomici, offrendo così agli spettatori un'esperienza immersiva e multisensoriale nel segno del genio di Gioachino Rossini.

Ritratto inedito del grande compositore, ed amante della buona tavola, nato da padre lughese e da madre urbinate, "IO SONO ROSSINI, fra pentagrammi e pentole" è uno spettacolo ideato dalla violinista Marina Mammarella, raffinata concertista, che firma un progetto originale in cui rigore musicale, narrazione teatrale e gusto convivono in un equilibrio inedito e coinvolgente. La realizzazione dell'interessante e riuscitissima serata è stata possibile grazie alla collaborazione tra l'orchestra "Archi Ravegnani", da lei fondata, e Belcanto Italiano, marchio distintivo nel panorama internazionale del canto lirico, noto per la qualità artistica e la visione innovativa con cui promuove la tradizione operistica.

Con ventisette professori d'orchestra (tra archi, fiati, chitarra e percussioni), quattro voci soliste, un direttore, un attore, e lo staff impegnato nell'elaborazione delle ricette, il pubblico sarà condotto in un affascinante percorso musicale, teatrale e culinario attraverso le opere più amate del Maestro marchigiano-romagnolo, la narrazione coinvolgente, i costumi ottocenteschi e la degustazione di ricette rossiniane.
La dimensione vocale dello spettacolo vedrà protagonista la voce belcantistica del soprano Astrea Amaduzzi, artista internazionale di straordinaria personalità, che darà vita ai personaggi rossiniani con eleganza espressiva, raffinatezza stilistica e profonda aderenza al linguaggio del belcanto. Accanto a lei si esibirà il baritono Pier Zordan, interprete di solida formazione e intensa presenza scenica, particolarmente apprezzato nel repertorio operistico italiano. La compagine dei cantanti si arricchisce inoltre della presenza del soprano Diana Corradini e del tenore Alessandro Barbano, completando un cast vocale di alto profilo, capace di restituire con freschezza e autenticità - dalle arie solistiche alla celebre preghiera, il quartetto "Dal tuo stellato soglio", del 'Mosè in Egitto' - l'universo teatrale e musicale di Rossini.
Sul podio dell'orchestra 'Archi Ravegnani' salirà nuovamente Mattia Peli, direttore d'orchestra, pianista e interprete di grande versatilità, attivo sia in ambito sinfonico che operistico, apprezzato per la sua sensibilità stilistica e per la capacità di valorizzare il dialogo tra orchestra e voci.

Il programma musicale principale sarò costituito, strumentalmente, dalla Sinfonia de "Il Signor Bruschino", l'Introduzione de "Il viaggio a Reims" e "Un mot à Paganini" per violino e pianoforte e, vocalmente, da arie d'opera scelte da "Il signor Bruschino", "L'italiana in Algeri", "Il turco in Italia", "Il barbiere di Siviglia", "Armida" e "Guillaume Tell".
La narrazione, affidata ad Alessandro Braga, sarà il filo conduttore che intreccia musica e racconto, svelando al pubblico aneddoti, segreti e passioni di un uomo capace di scrivere tanto una sinfonia travolgente quanto una pietanza d'autore. Tra 'Il barbiere di Siviglia' e il celebre filetto alla Rossini, lo spettacolo restituirà la vitalità di un artista che compose non solo con le note, ma anche con i sapori, i profumi e l'ironia di un'epoca.

La replica del 23 gennaio 2026 rappresenta un'occasione imperdibile per chi non ha potuto assistere alla prima serata e per chi desidera rivivere un evento che ha saputo sorprendere ed emozionare un pubblico trasversale, confermando come Rossini possa ancora parlare al presente con straordinaria vitalità.

I biglietti dell'evento possono essere acquistati direttamente in sede la sera stessa. È possibile anche prenotarsi telefonicamente al numero 3319118800 dalle ore 13:00 alle 19:00, oppure acquistarli online.