mercoledì 18 giugno 2014

Analisi di Caruso e Tetrazzini sui problemi della Tecnica Vocale

Enrico Caruso e Luisa Tetrazzini: Cantanti la cui fama ha ormai attraversato un cambio di secolo... per capirne il perché è sufficiente ascoltare le loro registrazioni.

Voci usate come strumenti al massimo grado della loro possibilità espressiva.



Nel libro Caruso and Tetrazzini on the Art of Singing, scritto direttamente da questi due meravigliosi Cantanti Italiani  vengono trattati anche i seguenti illuminanti temi-capitoli trattati dal Soprano Luisa Tetrazzini:

Breath Control-The Foundation of Singing / Il controllo del fiato-La base del canto; The Mastery of the Tongue / La padronanza dell'organo della lingua; Tone Emission and Attack / Emissione del suono vocale ed Attacco; Facial Expression and Mirror Practice / Espressione facciale ed Esercizio allo specchio; Appreciative Attitude and Critical Attitude / Giudizio di apprezzamento e Giudizio critico.

Ecco a voi alcuni estratti molto sintetici, in lingua inglese, tradotti in italiano. Vi si trattano con argomentazione lucida e precisa alcuni dei principali difetti di cui oggi soffrono tanti studenti di Canto e gran parte della tecnica del Canto Lirico.

REGISTRI E LORO PERFETTA UNIONE

  <<Sebbene esistano i registri ed i suoni centrali, inferiori e superiori non siano prodotti nello stesso modo, la voce deve essere uniformata tanto che il cambiamento nei registri non si possa udire. Ed un suono cantato con la voce di testa e nella voce profonda deve avere il medesimo grado di qualità, risonanza e forza.
 Quando la voce sale nella scala ogni nota è differente, e quando si procede in alto le posizioni dell'organo della gola non possono rimanere le medesime per parecchi suoni diversi. Ma non ci dovrebbe mai essere un cambio brusco, né udibile all'uditorio né sentito nella gola del cantante. Ogni suono deve essere impercettibilmente preparato, e dall'elasticità degli organi vocali dipende la dolcezza della produzione del suono vocale. Adattare l'apparato vocale al registro acuto dovrebbe essere tanto impercettibile quanto automatico ogni volta che debba essere cantata una nota acuta.
 Nel registro acuto dovrebbe essere usata principalmente la voce di testa, o voce che vibra nelle cavità della testa. Il registro medio richiede risonanza palatale, e le prime note del registro di testa e le ultime di quello medio richiedono una giudiziosa mescolanza di entrambi i registri. Il registro medio può essere tirato verso l'alto alle note acute, ma sempre al costo innanzitutto della bellezza della voce e poi della voce stessa, poiché nessun organo vocale può sopravvivere essendo usato erroneamente per lungo tempo.
 Questa è solo una delle cause per le quali così tante gran belle voci vanno in pezzi molto prima di quando dovrebbero.>>

 <<Though the registers exist and the tones in middle, below and above are not produced in the same manner, the voice should be so equalized that the change in registers cannot be heard. And a tone sung with a head voice and in the low voice should have the same degree of quality, resonance and power.
 As the voice ascends in the scale each note is different, and as one goes on up the positions of the organ of the throat cannot remain the same for several different tones. But there should never be an abrupt change, either audible to the audience or felt in the singer's throat. Every tone must be imperceptibly prepared, and upon the elasticity of the vocal organs depends the smoothness of the tone production. Adjusting the vocal apparatus to the high register should be both imperceptible and mechanical whenever a high note has to be sung.
 In the high register the head voice, or voice which vibrates in the head cavities, should be used chiefly. The middle register requires palatal resonance, and the first notes of the head register and the last ones of the middle require a judicious blending of both. The middle register can be dragged up to the high notes, but always at the cost first of the beauty of the voice and then of the voice itself, for no organ can stand being used wrongly for a long time.
 This is only one of the reasons that so many fine big voices go to pieces long before they should.>>    
(tratto da: "Caruso and Tetrazzini on the Art of Singing" - Metropolitan Company, Publishers, New York, 1909)

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DIFETTO DEL TREMOLO (O VIBRATO ESAGERATO) E SUE CURE

<<Un altro difetto ancora nella produzione del suono vocale è il tremolo. E' il cantante oltremodo ambizioso, il cantante che forza un organo piccolo e delicato facendogli fare un lavoro pesante quello che sviluppa il tremolo.
 Il tremolo è un segno certo del fatto che le corde vocali siano state sfruttate oltre i propri limiti consentiti dalla natura, e c'è solo una cosa che possa porvi rimedio. Questa è l'assoluto riposo per un po' di tempo e in seguito il ricominciare con lo studio vocale, prima di tutto cantando a bocca chiusa e facendo affidamento interamente su una pressione del fiato molto lieve per la produzione del suono.
 Lo studente che soffre del tremolo o addirittura di un vibrato molto forte deve avere il coraggio di fermarsi immediatamente e di rinunciare ad aver una voce grande. Dopo tutto, le più belle voci del mondo non sono necessariamente le voci più grandi, e certamente il tremolo è quasi il peggior difetto che un cantante possa avere. Ma questo, come quasi ogni altro difetto vocale, può essere curato con persistente lavoro del giusto tipo.>>   (tratto da: "Caruso and Tetrazzini on the Art of Singing" - Metropolitan Company, Publishers, New York, 1909) 

<<Still another fault in voice production is the tremolo. It is the over-ambitious singer, the singer who forces a small, light organ to do heavy work, who develops the tremolo.
 The tremolo is a sure sign that the vocal chords have been stretched beyond their natural limits, and there is only one thing can cure this. That is absolute rest for some time and then beginning the study of the voice, first singing with the mouth closed and relying entirely on very gentle breath pressure for the production of the sound.
 The pupil suffering from tremolo or even very strong vibrato must have courage to stop at once and to forego having a big voice. After all, the most beautiful voices in the world are not necessarily the biggest voices, and certainly the tremolo is about the worst fault a singer can have. But that, like almost any other vocal defect, can be cured by persistent effort of the right kind.>>
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PRONUNCIA CORRETTA

<<Un altro difetto fortemente criticato nel giovane cantante è la mancanza di una corretta pronuncia o dizione.
 E' solamente dopo che la voce viene ad essere perfettamente controllata che le labbra e la lingua possono funzionare liberamente per la pronuncia delle sillabe.
 Quando la voce è in ciò che può essere chiamato uno stato di fermento il cantante è soltanto ansioso di produrre suoni, e la dizione scivola via ai margini del tragitto.>>

<<Another fault severely criticised in the youthful singer is a lack of correct pronunciation or diction. It is only after the voice is perfectly controlled that the lips and tongue can function freely for the pronunciation of syllables.
 While the voice is in what might be called a state of ferment the singer is only anxious to produce tones, and diction slips by the wayside.>>
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 LA SCALA, UN GRANDE TEST PER OGNI CANTANTE

<<La scala è il più grande test per la produzione del suono vocale. Nessun cantante d'opera, nessun cantante da concerto, che non riesca a cantare una perfetta scala può essere detto un esperto o aver raggiunto risultati nella propria arte. Sia che la voce sia di soprano, che di mezzosoprano o contralto, ciascuna nota deve essere perfetta nel suo genere, e la nota di ogni registro deve avere sufficiente partecipazione della qualità del registro successivo ad esso superiore o inferiore, di modo che non si noti il passaggio quando la voce ascende o discende nella scala. Questa fusione dei registri viene ottenuta dall'intelligenza del cantante nel mischiare le differenti qualità del suono dei registri, usando come aiuto i vari modellamenti delle labbra, della bocca e della gola e il sempre presente "appoggio" senza il quale nessuna scala può essere cantata in modo perfetto.>>  (tratto da: "Caruso and Tetrazzini on the Art of Singing" - Metropolitan Company, Publishers, New York, 1909) 

<<The scale is the greatest test of voice production. No opera singer, no concert singer, who cannot sing a perfect scale can be said to be a technician or to have achieved results in her art. Whether the voice be soprano, mezzo or contralto, each note should be perfect of its kind, and the note of each register should partake sufficiently of the quality of the next register above or below it in order not to make the transition noticeable when the voice ascends or descends the scale. This blending of the registers is obtained by the intelligence of the singer in mixing the different tone qualities of the registers, using as aids the various formations of the lips, mouth and throat and the ever present "appoggio" without which no perfect scale can be sung.>> 

 Rendiamo disponibile questo libro pubblicato nel 1909 direttamente dal seguente link:


Buona lettura a tutti!  


La grande Luisa Tetrazzini, Soprano



Luisa Tetrazzini sull'Arte del Canto: "On the Art of Singing" (1909) / "How to Sing" (1923)

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mercoledì 21 maggio 2014

Il Belcanto e il suo linguaggio perduto

Sono sicura che l'Arte del Canto non può essere insegnata soltanto attraverso i trattati, ma si apprende direttamente, da Maestro ad Allievo, in una catena che affonda le sue radici molto lontano...

Ho avuto nella mia vita 3 Maestri di Canto, i primi 2 Tenori dalla voce meravigliosa, sempre in maschera forte e MAI gridata, e la terza un Soprano meraviglioso con la voce morbida e acuti da sogno.

Ricordo tutto quello che mi hanno insegnato.
Il mio primo Maestro (aveva oltre 60 anni) mi faceva lezione nella sede di una corale, dove c'era un bellissimo pianoforte a coda e un clavicembalo... sommersi di libri, cartelle e pile di fotocopie, ricordo ancora l'odore di polvere, inchiostro e Musica e la mia gioia ed emozione ogni volta che andavo a lezione.

Il secondo Maestro dalla voce DIVINA di Tenore mi ha tenuta come sua ultima allieva... aveva oltre 60 anni e non se la sentiva più di cantare, eppure ricordo ancora che quando mi faceva gli esempi (e vi assicuro che NON SPINGEVA e NON URLAVA) mi fischiavano le orecchie per la potenza del suono ricchissimo di armonici, puro, una maschera perfetta!

Il terzo Maestro, Soprano, ha lavorato su di me con una base già preparata, ma non era ancora abbastanza. Ricordo perfettamente tutto quello che questi 3 grandi Maestri mi hanno insegnato e che io a mia volta, tramando ai miei Allievi, che arrivano da me spesso con voci distrutte e non fanno NULLA di ciò che si dovrebbe fare per cantare (a partire dal fiato), perché nessuno in anni e anni di studio è stato capace di insegnare loro.

Riporto di seguito tutto quello che i miei Lumi mi ripetevano a lezione, e siccome molte delle cose che mi dicevano erano identiche, per comodità indicherò con i numeri i rispettivi Maestri: 1 Tenore - 2 Tenore - 3 Soprano

Godetevi le analogie e meditate...,  saluti cordiali, Astrea Amaduzzi
 
"Siediti sul fiato, il fiato è il tuo sostegno" - 1
"...Immagina di sbadigliare... ecco, posizione a sbadiglio!...Uno sbadiglio morbido!" - 1

"Devi cantare come parlano i toscani, come se avessi un uovo in bocca!" - 1
"Bisogna alleggerire nel passaggio!" - 1
"Attenzione alla pronuncia" -1

"Apri la bocca!" - 1,3
"Tutti i suoni devono essere belli e rotondi"  -1,3
"Non ingrossare"  -1, 3


"Stai morbida e non sollevare le spalle quando canti"  - 1,2
"Il suono deve essere rotondo"  -1,2
"Attacca sul fiato" - 1,2
"Porta la voce" - 1,2

"Fraseggia" - 1,2

"Non forzare!" - 1,2,3
"Mi raccomando, sempre in maschera il suono" - 1,2,3
"Cerca il velluto nel suono"  - 1,2,3
"Non intubare"  - 1,2,3
"Lega" - 1,2,3
"Sostieni"  - 1,2,3
"Respira bene dal basso" - 1,2,3
"Devi alleggerire la voce, non spingere" - 1,2,3
"Cerca suoni ancora più morbidi!"  -1,2,3
"Attenta all'intonazione" - 1,2,3
"Respira meglio!"  - 1,2,3
"I suoni devono essere morbidi" - 1,2,3
"Sostieni col fiato"  - 1,2,3
"Appoggiati al fiato"  - 1,2,3

"Devi dare più spazio" - 1,2,3
"Cerca la punta del suono che cammina"  - 1,2,3


"Ogni suono ha la sua posizione, cerca la corretta posizione di ogni suono nel pianissimo, ascoltati bene e correggi se non senti il suono puro e pulito, poi una volta che lo trovi messo in punta basta che metti più aria e aumenti lo spazio!"  - 3
"Attenzione particolare negli attacchi, devono essere puliti e puri!" - 3
"Sgancia la mandibola" - 3
"I pianissimi devono essere sempre avanti" - 3
"Non vibrare così tanto, in teatro dicono che quelle che vibrano sono voci vecchie, per carità!"-  3
"Fermati sempre prima di essere stanca" - 3
"Solleva il palato molle! Protti me lo indicava con un cucchiaio!" - 3
"Per trovare il suono giusto prima di attaccare il recitativo dei Capuleti immagina di star piangendo...ecco, proprio come quando stai per metterti a piangere, solleva il palato molle"
"Ogni nota ha la sua posizione" - 3
"Devi cantare tutte le vocali su un suono comodo e aggiustare su quello tutti gli altri suoni e la pronuncia di tutte le altre vocali" - 3
"Non dimenticarti di pronunciare molto bene tutte le consonanti, portano avanti tutti i suoni"
"Mai fare troppi vocalizzi" - 3
"Attenta alle "I" e alle "E" sono troppo chiare, sembra che canti con due voci diverse!" - 3
"Cura particolarmente i recitativi" - 3
"Non così spinto" - 3
"Quando hai un po' di tempo rilassati tra un fiato e l'altro, è un trucco che mi ha insegnato la Freni!" - 3
"Fai un bel diminuendo, a regola d'arte col suono in punta mi raccomando!" - 3
"La bravura di un cantante sta nel fraseggio" - 1
"La bravura di un cantante sta nei filati" - 3
"Ecco senti sOAve? Scivola dalla O alla A" - 3
"Non sei nel personaggio, ancora no!" - 3
"SIATE, usa la I per scivolare sulla A" - 3
"No, non così, più legato!" - 3
"Un suono dentro l'altro" - 3
"Lo sguardo non è coerente con il personaggio e con quello che stai dicendo" - 3





 

giovedì 17 aprile 2014

Facebook per Enrico Caruso

Siamo nuovamente a servizio degli Studenti di Canto e della Tecnica Vocale del Belcanto Italiano ® : vi segnaliamo stavolta una PAGINA FACEBOOK dedicata alle testimonianze DIRETTE di Salvatore Fucito, Pianista accompagnatore e Preparatore vocale del grande Enrico Caruso. Pubblicheremo di volta in volta degli estratti dei capitoli più importanti in lingua inglese con le traduzioni italiane.

Ecco il link diretto alla pagina:

www.facebook.com/enricocarusoelartedelcanto
Vi invitiamo a visitare la pagina e a esprimere anche un consenso con un "mi piace" per rendere omaggio al grande Tenore e per aiutare il nostro lavoro di ricerca per voi!

Per tutti coloro che sono alla ricerca di una strada maestra nel difficile percorso della Tecnica Vocale, Belcanto Italiano ® offre integralmente il prezioso volume di Salvatore Fucito, Pianista Accompagnatore e Preparatore Vocale di Enrico Caruso dal 1915 al 1921. Il libro fu pubblicato nel 1922, anno successivo alla scomparsa del grande Tenore italiano.

--> http://www.belcantoitaliano.com/BELCANTO_LIBRARY_FILES/Fucito_S._Caruso_and_the_Art_of_Singing_1922.pdf


Caruso canta all'aperto davanti a una enorme folla in occasione dei giochi della Polizia nell'agosto 1918 a Sheepshead Bay - New York.


Da segnalare alcuni importantissimi capitoli:

Cap. VI - "Il segreto della grande capacità respiratoria di Caruso"
(Respirazione DIAFRAMMATICO - INTERCOSTALE usata da Caruso)
Cap. VII - "Produzione del suono vocale"
- Attacco del suono
- Formazione del suono
- Registri della voce -

Cap. IX - "Caruso e il fondamento della Tecnica Vocale"
- Una raccolta di esercizi vocali che Caruso utilizzò
(VOCALIZZI che comprendono LO STUDIO DEL LEGATO CON IL PORTAMENTO, della MESSA DI VOCE e delle AGILITA'
riportati fedelmente da Salvatore Fucito). 


 Buona lettura e buon Belcanto a tutti! 


Enrico Caruso studia con Salvatore Fucito
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sabato 15 marzo 2014

Terza Masterclass di Belcanto a Roma

 Ancora un seminario che dedichiamo a quanti vogliano approfondire / rieducare / conoscere il meraviglioso mondo della Tecnica Vocale. Nella splendida cornice della Basilica Romana di Santa Maria sopra Minerva, chiamata anche affettuosamente "la chiesa degli artisti", Cantanti "in erba" assieme ai più "esperti" saranno impegnati a perfezionare l'uso artistico della voce. Venite pure a trovarci, vi aspettiamo!!!!


Belcanto Italiano Academy a Roma: - 3° Masterclass nella Sala dei Papi, Piazza della Minerva a Roma
- Tecnica Vocale di base e rieducazione della voce - Tecnica della coloratura
- Postura e studio della gestualità - Stile e interpretazione...

Docenti:
Astrea Amaduzzi, Soprano ed esperta di Tecnica Vocale - Mattia Peli, Direttore d'orchestra e Pianista

Dal 17 al 21 marzo 2014
Quote di partecipazione: Euro 50 per ciascuna giornata di studio
Quota partecipazione "Principianti": Euro 35 per ciascuna giornata di studio

Informazioni e prenotazioni: belcantoitalianoacademy@gmail.com - Tel. 347 5853253

mercoledì 26 febbraio 2014

Seminario di Canto Lirico a Surano




Seminario di Tecnica Vocale e Interpretazione a Surano (Lecce) del 5 all'11 marzo 2014
presso il Ristorante " Trattoria La Bersagliera" - Via 2 luglio, n° 3

Docenti:

Astrea Amaduzzi, Soprano ed esperta di Tecnica Vocale - Mattia Peli, Direttore d'orchestra e Pianista.
- Tecnica Vocale di base e rieducazione della voce - Tecnica della coloratura
- Postura e studio della gestualità - Stile e interpretazione
Informazioni e prenotazioni: (+39) 347 58 53 253
belcantoitalianomasterclasses@gmail.com






Il seminario, rivolto a tutti i Cantanti, senza limiti di età e nazionalità, mira a sviluppare le migliori peculiarità di ciascuna Voce. Nei casi in cui si presentassero particolari difficoltà e varie problematiche nell'impostazione vocale generale, sarà possibile effettuare una rieducazione generale della Tecnica Vocale di Base,  saranno così suggeriti esercizi mirati a ripristinare un corretto uso della Voce nel rispetto della fisiologia di ciascun registro vocale.      

Le lezioni si svolgeranno a Surano (Lecce) nell'ameno locale "La Bersagliera", luogo tradizionalmente dedicato ad incontri eno-gastronomici da sempre intrecciati all'Opera in un vero spirito di Convivio Artistico. Per quanti volessero pernottare saranno messi a disposizione posti letto al prezzo convenzionato di 20 Euro.

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domenica 19 gennaio 2014

Le agilità vocali secondo Enrico Caruso

Cari amici, oggi Belcanto Italiano propone un argomento molto particolare; vale a dire come il grande Tenore Enrico Caruso era solito studiare le agilità, da notare come venga usata la A nella zona grave, la O nella zona media e la U/O in quella più acuta, tratteremo in un altro articolo il buon uso di queste vocali come prezioso strumento per ciascun settore vocale (grave, medio e acuto).  Buona lettura a tutti!









(tratto da: "Caruso and the Art of Singing" (1922) scritto da Salvatore Fucito, il preparatore e l'accompagnatore pianistico di Caruso)


“Gradualmente, come Caruso raggiungeva la zona più alta, la vocale aperta "A" si sarebbe impercettibilmente fusa nella vocale "O", che continuava costantemente a divenire più scura di colore, o piuttosto a cambiare nella vocale "U"”

In altre parole, dal momento che si parla di “fusione delle vocali”, di cambiamento fino “a divenire più scura di colore” e di “mescolanza delle vocali” senza alcun “cambiamento nella posizione della gola durante l’intero esercizio”, ciò può voler significare una sola cosa, che è la stessa che mi hanno trasmesso i miei Maestri di Canto: si canta in UNA posizione COMODA e sostanzialmente con UNA vocale comoda che man mano si mescoli ad arte e senza rigidità alcuna alle altre; era il sistema chiamato delle “VOCALI MISTE”.

E’ molto interessante notare che un Tenore dalla voce piena e consistente come Enrico Caruso eseguisse messe di voce, filati, portamenti e agilità, tutte meravigliose specialità tecniche che oggi non si sentono fare in Teatro (cosa questa assai deplorevole) perché si tende a valorizzare un unico colore espressivo che è il FORTE con un suono largo e pieno di vibrato che spesso compromette anche l’intonazione.



Le colorature poi sono rifuggite dagli studenti come fossero sempre impossibili da eseguire, ma la sostanza di questa problematica rimane soltanto una: bisogna tornare a studiare seriamente e fare un’accurata lettura delle parti musicali.


Riportiamo oltre il testo italiano e inglese di questa sezione dedicata all’esercizio sulle agilità di Enrico Caruso:

<<Uno dei mezzi per conseguire la perfezione che cercava ed otteneva nell'uniformazione della voce era un lungo allenamento ai seguenti esercizi nella vocalizzazione.

 La "A" dovrebbe essere piuttosto aperta, con la bocca estesa in un ovale orizzontale; e si dovrebbe cantare l'esercizio con grande naturalezza e abbandono.

Gradualmente, come Caruso raggiungeva la zona più alta, la vocale aperta "A" si sarebbe impercettibilmente fusa nella vocale "O", che continuava costantemente a divenire più scura di colore, o piuttosto a cambiare nella vocale "U", precisamente come è qui graficamente annotato:

Qui dobbiamo indirizzare l'attenzione dello studente alla corretta maniera di allenarsi in questi esercizi, ricordandogli che Caruso diceva, "con pieno abbandono della gola." La graduale mescolanza delle vocali "A", "O", "U" dovrebbe dunque aver luogo senza alcun cambiamento nella posizione della gola durante l'intero lasso di tempo richiesto per la loro emissione.>>


<<One of the means toward attaining the perfection he sought and achieved in the equalization of the voice was long practice of the following exercises in vocalizing.

A (ah) should be quite open, with the mouth extended in a horizontal oval; and the exercise should be sung with great naturalness and abandon.

Gradually, as Caruso reached the upper range, the open vowel A would insensibly merge into the vowel O, which continued steadily to become darker in color, or rather to change into the vowel U (oo), precisely as is here graphically set down:

Here we must direct the attention of the student to the correct manner of practicing these exercises, reminding him that Caruso said, "with complete abandon of the throat." The gradual blending of the vowels A, O, U should therefore take place without any change in the position of the throat during the whole time required for their emission.>>


Ricordiamo che per chi fosse interessato a visionare l'intero testo di Salvatore Fucito, ecco il link da cui effettuare il download del testo:
http://www.belcantoitaliano.com/BELCANTO_LIBRARY_FILES/caruso_and_the_art_of_singing.htm


 

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Belcanto Italiano Masterclasses torna a Roma
dal 28 al 31 maggio 2015.

Durante il seminario sarà organizzato un incontro speciale
con il Dott. Beniamino Gigli,
nipote del grande Tenore Italiano.

Venite a trovarci nella Sala dei Papi in Piazza della Minerva!
Per informazioni e prenotazioni: 347.58.53.253
segreteria.belcantoitaliano@gmail.com 

Il seminario, rivolto a tutti i Cantanti, senza limiti di età e nazionalità, mira a sviluppare le migliori peculiarità di ciascuna Voce. Nei casi in cui si presentassero particolari difficoltà e varie problematiche nell'impostazione vocale generale, sarà possibile effettuare una rieducazione generale della Tecnica Vocale di Base,  saranno così suggeriti esercizi mirati a ripristinare un corretto uso della Voce nel rispetto della fisiologia di ciascun registro vocale.      



domenica 12 gennaio 2014

Caruso e la MESSA DI VOCE

Un esercizio utilissimo praticato da Enrico Caruso:
oggi quasi del tutto dimenticato, quello della MESSA DI VOCE.
La messa di voce ha una stretta parentela, quella della ricerca del suono.


Ho ascoltato tanti Cantanti, noti e meno noti, ingrossare il suono per il terrore di non essere sentiti.
Pessima scelta; questi cantanti dovrebbero imparare che non è tanto la "forza" a rendere un suono udibile, quanto la ricchezza di armonici, e questa grande presenza di suono (anche nel piano e nel pianissimo) è dato dalla famosa "VOCE CHE CORRE".

Una voce, per quanto piccola sia, bucherà sempre l'orchestra e viaggerà fino al loggione in Teatro se sarà sorretta da questa meravigliosa tecnica.

Se da un lato è vero che la messa di voce è piuttosto difficile da realizzare per un cantante alle prime armi, è anche vero che iniziare a far cantare un allievo alle prime armi direttamente forte è sicuramente deleterio.
I principianti devono "cercare" i suoni con dolcezza, a partire dal piano e dalla mezza voce, con morbidezza e sempre con il giusto sostegno del fiato - GIUSTO -  ne' troppo ne' troppo poco - il suono deve trovare la sua via (molto utile la vocale mista U - O).

Lasciamo adesso la parola direttamente ad Enrico Caruso, attraverso la testimonianza diretta del suo Pianista e Preparatore vocale, Salvatore Fucito (1875 - 1929).

 (N.B. la MESSA DI VOCE "conferisce grande bellezza al canto" allora perché alcuni oggi cantano tutto forte come se il Canto fosse l'olimpiade di chi grida di più e di chi fa più acuti?)






Ricordiamo che per chi fosse interessato a visionare l'intero testo di Salvatore Fucito, ecco il link da cui effettuare il download del testo:
http://www.belcantoitaliano.com/BELCANTO_LIBRARY_FILES/caruso_and_the_art_of_singing.htm



CARUSO'S "MESSA DI VOCE"
LA "MESSA DI VOCE" DI CARUSO

<<Messa di voce (the art of swelling out and diminishing the volume of a sustained tone in one breath) is an ornament of song that was held in high esteem by the great masters of the past; and it is quite worthy of that esteem, for it adds color and eloquence to sustained singing. But if it confers great beauty upon inging, its technique can be mastered only after long practice and diligent work. The singer must attain a notable perfection in the production of simple, sustained tones before he attempts to sing messa di voce; for this device, in order to be effective, requires a highly flexible voice.

There are no secrets for the acquirement of a beautiful messa di voce; it is fundamentally a matter of perfect breath control. (The singer must ever return to his motive power—the breath.) Caruso's messa di voce was marvelous in its effects—as in the last phrase of the flower song in "Carmen", 'Carmen, je t'aime'—because he had complete command of his airblast.

Nowadays comparatively few singers are able to deliver a beautiful messa di voce, for the mere reason that they have not acquired the principles of tone mastery. It is pitiful to watch a singer with a flushed face, a strained neck, and a rigid jaw attempting to sing messa di voce.

He imagines that he has only to exert pressure on his vocal organs, and an increase in tone will follow. He is soon disillusioned; his tone not only fails to increase, but is so stifled by the tightened muscles that it actually decreases in volume.

There can be no beautiful messa di voce unless the vocal organs are relaxed—the throat and the mouth should remain as in a state of repose—and the tone is emitted without strain or effort.>>




Enrico Caruso è il Duca di Mantova in Rigoletto di Giuseppe Verdi al Metropolitan, 23 novembre 1903
<<La "messa di voce" (l'arte di accrescere e diminuire il volume di un suono sostenuto in un unico fiato) è un ornamento del canto tenuto in grande considerazione dai grandi maestri del passato; ed è del tutto degno di tale stima, poiché aggiunge colore ed eloquenza al canto sostenuto. Ma se conferisce grande bellezza al canto, la sua tecnica può essere padroneggiata solo dopo lunga pratica e diligente studio. Il cantante deve raggiungere una perfezione notevole nella produzione di suoni semplici e sostenuti prima di tentare di cantare la "messa di voce"; perché questo espediente tecnico, per essere efficace, richiede una voce estremamente flessibile.

Non ci sono segreti per l'acquisizione di una bella "messa di voce"; è fondamentalmente una questione di perfetto controllo del fiato. (Il cantante deve sempre ritornare alla propria forza motrice—il fiato.) La "messa di voce" di Caruso era stupefacente nei suoi risultati—come nell'ultima frase dell'Aria del Fiore in "Carmen", 'Carmen, je t'aime'—perché egli aveva piena padronanza del suo getto d'aria.

Al giorno d'oggi relativamente pochi cantanti sono in grado di eseguire una bella "messa di voce", per la mera ragione che essi non hanno acquisito i principi della padronanza del suono. È deplorevole osservare un cantante con una faccia accaldata, un collo teso, e una mandibola rigida tentare di cantare la "messa di voce".

Egli immagina che debba solo esercitare pressione sui suoi organi vocali, e che ne seguirà un aumento del suono. Presto egli sarà disilluso; il suo suono non solo non riesce ad aumentare, ma è così represso dai muscoli irrigiditi da decrescere, in realtà, di volume. Non ci può essere "messa di voce" bella se gli organi vocali non sono rilassati—la gola e la bocca dovrebbero rimanere come in stato di riposo—e se il suono non viene emesso senza tensione o fatica. >>

(tratto da: "Caruso and the Art of Singing" (1922) scritto da Salvatore Fucito, preparatore e accompagnatore pianistico di Caruso)

Enrico Caruso è il Duca di Mantova  nel  Rigoletto di Giuseppe Verdi





Belcanto Italiano Masterclasses torna a Roma
dal 28 al 31 maggio 2015.

Durante il seminario sarà organizzato un incontro speciale
con il Dott. Beniamino Gigli,
nipote del grande Tenore Italiano.

Venite a trovarci nella Sala dei Papi in Piazza della Minerva!
Per informazioni e prenotazioni: 347.58.53.253
segreteria.belcantoitaliano@gmail.com 

Tra le materie di studio:
- respirazione
- postura
- tecnica degli attacchi e dell'emissione
- filati e mezzevoci
- fraseggio
- cenni di arte scenica
- tecnica della coloratura per tutti i registri vocali.
- Correzione della Tecnica vocale di base e cura di voci con problemi vocali.

Informazioni e prenotazioni:
arteconvivio@gmail.com - mobile: 3475853253



sabato 11 gennaio 2014

CARUSO E IL PORTAMENTO VOCALE

Facciamo chiarezza: il PORTAMENTO come s'intende troppo spesso nelle moderne scuole di Canto o come lo insegnano nei Conservatori è una sorta di glissato brutto e lamentoso; per questo, - giustamente - , il PORTAMENTO viene demonizzato e tenuto alla larga qual peste infettiva.

Ma allora perché un grande Cantante come Caruso avrebbe tanto apprezzato e praticato esercizi per FARE il PORTAMENTO?

Ecco che mi viene in aiuto il mio primo Maestro di Canto. Me lo ricordo ancora quando mi diceva: "Porta la voce, la voce la devi portare, lega!" e associava il termine PORTAMENTO al concetto del LEGATO...

Ecco svelato l'arcano, gli esercizi sul portamento vanno letti come "ESERCIZI PER PORTARE LA VOCE",  DA UNA NOTA ALL'ALTRA CON GENTILEZZA.

Non esiste voce ben portata e legata senza FLESSIBILITA' e MORBIDEZZA, ci si "appoggia" sul fiato e con morbidezza si canta in maschera portando la voce.

Ritengo quindi che il PORTAMENTO sia uno strumento indispensabile per cantare mirabilmente, senza sforzo fonatorio, e per produrre un LEGATO di altissima qualità (come se una nota fosse dentro l'altra", v. ESERCIZIO XXVI)
Lasciamo ancora una volta la parola a Caruso, attraverso la testimonianza diretta del suo Pianista e Preparatore vocale, Salvatore Fucito (1875 - 1929).


<<Questi tre esercizi [N.B. : esercizi ed esempi con l'uso indicato del "Portamento"!] li impiegò Caruso per coltivare la flessibilità della mandibola, e, sebbene la rapida ripetizione del "DO" faccia muovere facilmente e con agilità sia la lingua che la mandibola, il cantante non deve ostacolare il libero movimento dei due organi mancando di rilassarli. In questo, come in tutto ciò che riguarda il belcanto, la rigidità in qualsiasi voglia forma impedirà il raggiungimento dell'obbiettivo che il cantante si è prefissato - il bel canto.>>

(tratto da: "Caruso and the Art of Singing" (1922) scritto da Salvatore Fucito, il preparatore e l'accompagnatore pianistico di Caruso) - Pag. 193, Cap. IX " Caruso e il fondamento della tecnica vocale"

Buon "portare" la voce a tutti voi!


 
Il Tenore Enrico Caruso


Il Tenore Enrico Caruso è il Duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi al Metropolitan  (1903)
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